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Data: 13/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
La sfida di Berlusconi «Vado avanti con le riforme». Scontro in Giunta: precluso l'esame del resto del provvedimento

Bossi: esecutivo credibile, le leggi passano. Domani la fiducia

ROMA - Assicura che non arretrerà, che il governo ha i numeri per tirare dritto con determinazione a compiere tutte le riforme promesse, fisco, federalismo, architettura istituzionale. Dunque, nessuna crisi al buio. La fiducia non è una scappatoia, ma tutti devono sapere che senza fiducia si va a casa. Silvio Berlusconi ha dedicato gran parte della giornata a palazzo Grazioli a preparare il discorso con il quale questa mattina intende chiedere il voto alla Camera. Un discorso che, tra le altre cose, servirà a togliersi alcuni sassolini dalla scarpa, tornando tra l'altro sul parallelismo tra elezioni spagnole e caso Italia evocato l'altro giorno da Tremonti: «Un paragone», dovrebbe dire Berlusconi, «che non regge visto che in Spagna c'è un'opposizione responsabile...». In un clima rovente e di grande incertezza, insomma, il premier si accinge ad affrontare l'ennesima strettoia, dopo la bocciatura del Rendiconto finanziario 2010. Soprattutto, deve rispondere alle precise richieste di chiarimento giunte dal capo dello Stato.
La maggioranza ha deciso che presenterà un nuovo ddl sul rendiconto già oggi in Consiglio dei ministri («sarà cambiato solo l'articolo 1, tutti gli altri saranno identici» ha detto Ignazio La Russa). Contemporaneamente, il Cdm dovrà varare la legge di Stabilità. Il governo, infine, sarà autorizzato a porre la fiducia sulle dichiarazioni che il premier farà due ore dopo a Montecitorio. Fiducia che sarà votata domani. L'esame contestuale dei due ddl si rende necessario in seguito al parere arrivato, nella prima mattinata di ieri, dalla Giunta per il regolamento: non si può rivotare l'articolo 1, perché quella bocciatura «preclude» l'esame dei restanti articoli. Non c'è possibilità di appello per il Rendiconto, ha sentenziato la Giunta, dove il centrosinistra ha la maggioranza. Gianfranco Fini ha spiegato, più tardi in aula, che l'articolo 1 ha un «contenuto deliberativo autonomo e sostanziale» e ciò comporta «la reiezione dell'intero provvedimento». Pdl e Lega, hanno contestato duramente: perché il testo sull'assestamento del Bilancio può essere esaminato a prescindere dal rendiconto. Invece per Gianclaudio Bressa, Pd, «l'articolo 1 è il presupposto per tutte le variazioni di bilancio».
Se nel Pdl si fa largo un cauto ottimismo di chiudere la pagina nera entro domani, dalla Lega arriva un nuovo sostegno di Umberto Bossi. Sul possibile Aventino delle opposizioni, ha detto: «L'importante è che non vengano nemmeno a votare, così abbiamo risolto il problema». Quanto alla necessità che il governo dia una risposta credibile, il Senatùr non ha dubbi: «Per adesso mi sembra credibile, le leggi passano».

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