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Data: 13/10/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Ecco chi vuole e chi non vuole il condono. La Cisl rilancia la patrimoniale

Le voci più recenti a parlare di condono lo escludono. Di prima mattina, in collegamento con la "Telefonata a Belpietro" su Canale5, è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a dire che un nuovo condono fiscale «non è all'ordine del giorno e anche chi lo ha proposto lo ha fatto per abbattere il debito». Sacconi cerca di serrare le linee della maggioranza, minata dalla bocciatura di ieri sul rendiconto dello Stato e sulla quale si stende l'ombra della recente dichiarazione del presidente Napolitano, ribadendo anche che «ci sarà un provvedimento per lo sviluppo e quindi è interesse oggettivo del Paese che il governo continui a governare. In nessun Paese l'opposizione chiede l'interruzione dell'attività di governo nonostante ci siano difficoltà». Sacconi manda anche un chiaro messaggio ai fan della sanatoria, fra i quali c'è Fabrizio Cicchitto, il più convinto, ma anche Osvaldo Napoli, che però ritiene sarebbe una buona idea destinare gli introiti al sostegno delle pmi, e il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto che pensa a un concordato che permetta ai contribuenti di stabilire già oggi quanto pagheranno negli anni a venire.

«Il condono non lo facciamo, stiamo studiando e lavorando su altro», ha dichiarato Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, ieri sera a Ballarò, su Rai3. «È stato un errore far coincidere la politica economica del Pdl con il condono», ha sottolineato, unendo così la linea della componente Cl da lui stesso espressa a quella del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e del leader della Lega Umberto Bossi. Ieri anche Avvenire, il quotidiano della Cei, si era schierato contro il condono definendolo «un pesantissimo azzardo per la tenuta del tasso di credibilità dello Stato e dei suoi apparati tributari». Sempre nella serata di ieri, poi, dalla Commissione Ue sarebbe arrivato l'ennesimo stop all'ipotesi di sanatoria: fonti dell'esecutivo comunitario che hanno sottolineato come «il dibattito apertosi rischia di distogliere l'attenzione dalle più urgenti priorità» e di «minare la credibilità della lotta all'evasione». Proprio le preoccupazioni che ieri avevano fatto dire al ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, di non essere «pregiudizialmente contrario» al provvedimento, ma che bisogna tener conto dei «vincoli europei». Anche Antonio Tajani, che a Bruxelles è vicepresidente della Commissione Ue, lancia un monito: «A misure una tantum come il condono a Bruxelles si preferiscono riforme strutturali» per stimolare la crescita e uscire dalla crisi.

Sulla medesima linea si pone Raffaele Bonanni, leader della Cisl, che dice di essere in «forte disaccordo» sull'ipotesi di un nuovo condono fiscale sottolineando che si tratterebbe di un «invito a continuare con l'evasione fiscale» che è tra le più alte in Europa. «Il governo - ha detto in mattinata, a margine degli stati generali della Cisl sul pubblico impiego - si decida a fare la patrimoniale». Che è esattamente l'ultimo dei desideri del premier.

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