Sondaggio dell'agenzia Monitorcittà-Datamonitor Il primo cittadino: riconoscimento al nostro lavoro
CHIETI. Umberto Di Primio è il sindaco abruzzese più apprezzato dai concittadini. Nella classifica generale dei sindaci più amati della penisola si piazza al decimo posto ma è in prima posizione su scala regionale, con un gradiente d'attrattività in crescita dell'1,3 per cento rispetto all'ultimo semestre dello scorso anno. Lo dice l'indagine Monitorcittà-Datamonitor, giunta alla 15º edizione e riferita ai primi sei mesi del 2011. Un sindaco "superstar" in una maggioranza sull'orlo di una crisi di nervi.
Come si sente? «Stanco». Il potere sembra che non logori solo chi non ce l'ha. «No, no, scherzavo», frena Di Primio. «Questi sondaggi», continua, «non mi esaltano quando sono così positivi e non mi fascio la testa se sono diversi. Certo sono importanti per misurare la percezione del lavoro che stiamo svolgendo e, francamente, dopo un anno mi aspettavo un calo di consenso».
Di Primio è seguito in 13ª posizione dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, in 32ª da Maurizio Brucchi, mentre il pescarese Mascia slitta fuori dalla classifica. Certo Di Primio rimane distante dalla pole position del torinese Piero Fassino e dal secondo posto di Flavio Tosi a Verona.
«L'apprezzamento del mio operato è salito dell'1,3 per cento in un semestre», s'affretta a sottolineare, «la seconda performance migliore dopo quella del sindaco di Salerno».
Al buonismo del "vabbé, cosa vuoi che sia", succede dunque la vanità dell'essere, politico ma sempre umano.
In questo maggior appeal crede abbia giocato anche l'aspetto fisico? «Qualche spiritoso l'ha detto», risponde. Poi, però, si fa subito serio e aggiunge: «Credo di essere stato premiato per il mio modo diverso di fare politica. Lì, in mezzo alla gente, ascoltandoli e soprattutto senza dare "fregature". Termine poco nobile, che rende però l'idea della forza dell'affidabilità di una persona. Ho sempre detto di voler camminare a testa alta e sul centro del corso. Per poterlo fare devi essere leale e coerente. Forse potrai non vincere le elezioni ma la dignità nella vita è la prima cosa. Abbiamo operato bene ma c'è ancora tanto da fare». (s.b.)