Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.120



Data: 14/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sindaci, Brucchi è 32º in Italia. Perde solo mezzo punto, Catarra invece sparisce dalla classifica

TERAMO. Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, perde appena mezzo punto, resta tra i cinquanta sindaci più amati d'Italia e si aggiudica il 32esimo posto con un gradimento del 57 per cento, terzo tra i colleghi abruzzesi dietro al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (decimo con il 61,3 per cento) e all'aquilano Massimo Cialente che si guadagna il 13º posto con il 60,4 per cento. Non entra invece nella classifica il primo cittadino pescarese Albore Mascia che non ha superato lo sbarramento del 55% di gradimento, soglia necessaria per essere segnalati nell'Olimpo dei sindaci più amati.
Non classificato anche il presidente Valter Catarra che, insieme agli altri tre colleghi abruzzesi, non ha superato lo sbarramento ed è rimasto fuori dalla top ten dei presidenti di Provincia più amati. A dirlo sono i dati della 15esima edizione del sondaggio Monitorcittà-Datamonitor che, per i primi sei mesi del 2011, fotografa così l'operato dei sindaci italiani. Brucchi entra in classifica anche se lo fa con una lieve flessione dei consensi, scesi dello 0,5% rispetto al secondo semestre 2010 nel quale si era attestato con un 57,5%.
«Non mi sembra che sia lo 0,5% a poter fare la differenza», commenta il sindaco di Teramo, «nel complesso questo per me è un voto di conferma, quello che mi sento di dire è che se si votasse oggi tornerei vincere. D'altronde mantenere la stessa percentuale è difficile per chi, come me, governa da due anni e mezzo e poi dobbiamo considerare anche il periodo, particolarmente difficile per noi amministratori alle prese con i tagli agli enti locali». Brucchi ringrazia e minimizza sulla leggera flessione, forte anche del recente risultato di un'altra classifica, quella commissionata dal Pdl provinciale per verificare il gradimento della sua giunta. Il sondaggio lo ha visto fare il pieno di consensi con il 74,2% e la sufficienza piena su tutti i principali punti del suo programma, fatta salva la bocciatura riportata per la scarsa attenzione alle frazioni cittadine.
Sotto la soglia del 55% rimane invece Catarra che però non si scompone e giustifica il dato con lo scarso appeal che le Province in generale stanno riscuotendo nel dibattito politico. «Raggiungere il 55% non è poco, soprattuto per chi come me è stato eletto con poco più del 50%», spiega, «oggi poi le Province sono in ribasso, c'è una campagna di delegittimazione che fa spavento. Io posso dire che stiamo lavorando moltissimo. Anche se non so quale sia la mia percentuale di preferenze, spero che non sia sotto il 30%, mi basta tra il 40 e il 50%».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it