PESCARA. Tra i 50 sindaci più apprezzati d'Italia, non c'è il primo cittadino di Pescara Luigi Albore Mascia. Stessa sorte per il presidente della Provincia Guerino Testa che non figura nella lista dei cinquanta elaborata dall'istituto Datamonitor. E' stata pubblicata ieri la 15ª edizione di Monitor Città che che prende in considerazione i primi cittadini dei capoluoghi di provincia che hanno superato la soglia del 55% di gradimento del loro operato. Se Mascia e Testa vengono bocciati dalla ricerca, tre sindaci abruzzesi raccolgono risultati positivi. Il primo a comparire nella classifica, in decima posizione, è il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, seguito dal primo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente in 13esima posizione e da quello di Teramo, Maurizio Brucchi, al 32esimo posto.
In particolare, Di Primio ottiene il 61,3% di gradimento, cioè l'1,3% in più rispetto al 60 del secondo semestre 2010; Cialente sale dello 0,6% con un 60,4% di preferenze e Brucchi, con il 57% dei gradimenti, scende dello 0,5%. Secondo la classifica elaborata dall'istituto attraverso le interviste a campione, il sindaco più amato d'Italia è Piero Fassino, primo cittadino di Torino con il 68,5 delle preferenze che precede i colleghi di Verona Flavio Tosi e di Firenze Matteo Renzi. Nella lista dei presidenti della Provincia, il più amato è Luigi Sappa di Imperia e, tra i primi 50, non compare nessun abruzzese.
Per il sindaco Mascia la bocciatura della ricerca deve essere «uno sprone a lavorare in modo ancora più intenso per la città migliorando il rapporto diretto con il cittadino che spesso non riesce ad avere la piena percezione di quanto realizzato sul territorio».
Mascia si congratula con i colleghi abruzzesi e prosegue: «Sicuramente i dati forniti da Monitor Città sono un termometro per valutare, periodicamente, il sentire dei cittadini ma anche per comprendere gli strumenti e le soluzioni da adottare per incrementare l'impegno». L'opposizione, invece, non è sorpresa dai risultati della ricerca. «Perché qualsiasi pescarese può facilmente accorgersi che Mascia non è da nessuna parte», dice il segretario cittadino del Pd Stefano Casciano. «Mascia non è sul territorio, non partecipa alle riunioni dei cittadini, delle associazioni di categoria o dei commercianti. Non è nemmeno in Comune, quando lo si cerca. Questa ricerca è un segnale allarmante che Mascia dovrebbe cogliere: è in caduta libera», conclude il segretario.
Duro anche l'Idv, con il coordinatore cittadino Carlo Sciarra: «Ora c'è da sperare che un risultato così mortificante porti Mascia a fare un riflessione sull'incapacità che ha espresso. Un centrodestra bocciato su tutti i livelli: Mascia come il presidente della Provincia Testa». I 48 sindaci presenti in classifica sono 31 di centrosinistra e 17 di centrodestra; 19 del nord, 12 del centro e 17 del sud.
Otto dei primi 10 sindaci nella "top 55%" sono del Pd. Se Gianni Alemanno, primo cittadino di Roma, occupa il 24º posto con il 58,2%, facendo registrare la crescita di consensi più cospicua di questa edizione, Pierluigi De Magistris, sindaco di Napoli, debutta al quinto posto.
Dal Comune, intanto, arrivano anche i dati che si riferiscono ai servizi: dal verde alle strade, dall'edilizia al traffico. Tutti dati che hanno raggiunto una percentuale anche di molto superiore al 55% come nel caso dell'illuminazione delle strade al 72,7 per cento o la gestione dei serivizi di gas al 79,2 per cento. I dati dei servizi non bastano, però, al sindaco per raggiungere una media del 55% ma rincuorano il primo cittadino che dice: «I servizi funzionano in modo egregio».