MILANO. Brusca inversione di rotta a Piazza Affari dopo diverse sedute positive e un clima ottimistico sul salvataggio della Grecia. A pesare sono il rincorrersi di indicazioni contrastanti sulle manovre economiche aggiuntive indispensabili per rispettare gli impegni con l'Europa e, ovviamente, l'incertezza sul voto di fiducia al Governo. Il tutto in un quadro condizionato dal secondo voto della Slovacchia, che ha però approvato ieri sera il fondo salva-Stati.
Non entusiasmanti nemmeno i dati sulle trimestrali Usa. Inevitabili i riflessi negativi sullo spread BTp-Bund, che è risalito a 370 punti, ma soprattutto sul differenziale tra Italia e Spagna che ha raggiunto il record assoluto di 68 punti. Fino ai primi di agosto i Btp pagavano un rendimento inferiore a quello dei titoli spagnoli: a giugno tale spread negativo viaggiava a 81 centesimi, poi la situazione si è ribaltata. Non è un caso che proprio ieri la Banca centrale europea, che sta continuando a comprare i titoli di Stato italiani, abbia osservato che nonostante l'intervento di sostegno iniziato ormai due mesi fa, lo spread italiano nell'ultimo mese si è riavvicinato «ai livelli osservati in agosto, prima che la Bce decidesse di riattivare» gli acquisti. Un messaggio molto chiaro accompagnato da un nuovo richiamo ai Paesi più «vulnerabili» che devono prepararsi a eventuali, nuove manovre aggiuntive.
Nonostante l'impennata dello spread l'asta del Tesoro è andata però molto bene sia per i rendimenti che per la domanda: sono stati collocati titoli a cinque anni per 3,5 miliardi, il massimo ammontare prefissato, ad un tasso medio del 5,32% dal 5,6% dell'analoga asta dello scorso 13 settembre. Migliorata la domanda, rispetto alle aste precedenti, pari a 1,34 volte l'offerta contro 1,28 volte della precedente asta del Tesoro.
Il quadro italiano ieri è stato caratterizzato da precise e nette indicazioni venute anche dai vertici di Bankitalia. «Sarebbe necessaria una riflessione sull'opportunità di reintrodurre l'abitazione principale fra gli immobili soggetti a imposta, in particolare l'Ici», ha detto Daniele Franco capo della ricerca economia di Bankitalia nel corso di un'ampia audizione al Senato durante la quale sono emersi inviti a riformare il sistema fiscale riducendo la pressione sul lavoro e spostandola sulle fonti fossili e sui patrimoni immobiliari «in linea con quanto accade nella media dei paesi europei». «La pressione fiscale in Italia è elevata sia nel confronto storico sia in quello internazionale e nel prossimo triennio è destinata a crescere ulteriormente per effetto delle misure di aumento delle entrate previste in estate», ha aggiunto il capo ufficio studi di Bankitalia.
Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, la reintroduzione dell'Ici come suggerisce Bankitalia costerebbe ai proprietari di case 2,8 miliardi di euro in più all'anno. Negativa la reazione delle Borse. Alla fine Piazza Affari è stata la peggiore in Europa con un tonfo del 3,71%, più del doppio del saldo negativo di Parigi (-1,56%) e Francoforte (-1,69%) mentre Londra ha perso lo 0,91% come Wall Street a metà seduta (Dow Jones -1%). Ennesimo tonfo dei titoli bancari, dopo dieci giorni di rialzo: Unicredit ha ceduto il 10% (dopo due settimane di rialzi), Intesa Sanpaolo l'8%, Banco Popolare il 5%. Neppure Bpm (-2,81%) ha beneficiato del boom degli scambi legati alla discesa in campo ufficiale di Matteo Arpe. Forti vendite hanno colpito anche il gruppo del Lingotto: Fiat Industrial (-7,54%), Exor (-5,84%) e Fiat auto (-5,53%).