Costruzione dei depuratori e investimenti sul servizio idrico, revisione dei tagli alle Regioni per dare respiro al trasporto pubblico locale, individuazione dei siti sui quali realizzare, con soldi privati, i termovalorizzatori. Giancarlo Cremonesi, appena riconfermato alla presidenza di Confservizi, mette in fila le richieste del suo settore al governo, a partire dal prossimo decreto sviluppo. Un settore, quello dei servizi pubblici locali, per il quale nei prossimi vent'anni, secondo le stime dell'associazione, serviranno investimenti per almeno 115 miliardi di euro. Cremonesi precisa, innanzitutto, quanto sarebbe importante una revisione globale del quadro normativo, in particolare sulle tariffe e sulle autorità di controllo. «Bisognerebbe fare per rifiuti, acqua e depurazione quello che si è fatto nell'energia, dove la tariffa considera gli investimenti fatti ed esiste un'Autorità che controlla come si comportano le aziende. Se così fosse, i cittadini vedrebbero quei soldi in più pagati in tariffa come qualcosa che spendono per i propri figli». Il tema si pone con particolare urgenza per i servizi idrici. «Su questi servirebbe un intervento immediato. Bisogna far partire l'Agenzia preposta alla regolazione del settore e, subito dopo, si potrebbero adeguare le tariffe e aprire i cantieri per i depuratori. Questo, già a partire dal decreto sviluppo». Anche perché, secondo le cifre di Confservizi, per l'acqua servono investimenti per 60 miliardi di euro nei prossimi 20 anni; da 30 anni l'Italia investe la metà degli altri Paesi europei. Nel campo del trasporto pubblico locale, invece, serve comunque un forte sforzo pubblico. «Il nostro impegno è razionalizzare ed efficientare, ma non si può fare a meno del sostegno dei finanziamenti», dice Cremonesi. Che prosegue: «Si dovrebbero rivedere almeno in parte i tagli alle Regioni, altrimenti rischiamo di non investire, di non innovare il parco mezzi, di non garantire il servizio e di mettere in mobilità personale». Anche qui le cifre di Confservizi sono durissime e dicono che solo nel 2011 mancano ancora all'appello 1,3 miliardi di euro di trasferimenti. Sul fronte degli investimenti sono stati tagliati 300 milioni e anche il 2012 si annuncia molto critico. C'è, poi, la questione dei rifiuti. «Il governo deve dare indicazione dei siti per la realizzazione dei termovalorizzatori, da finanziare in project financing, superando questo micidiale gioco dei veti incrociati. Il paese è a rischio di una crisi globale: in questo senso la situazione di Malagrotta è emblematica».