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Pescara, 14/04/2026
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Data: 15/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legge di stabilità, ecco i tagli statali senza buoni pasto. Risparmi su sicurezza e sanità, ma rientra il no dei ministri

ROMA Fondi per cinque miliardi da distribuire, la cui ripartizione esatta è però rinviata a futuri decreti della Presidenza del consiglio dei ministri. E una serie di micro-tagli ai ministeri ed alle amministrazioni centrali, che ad esempio colpiranno il pubblico impiego con la cancellazione del buono pasto per molti dipendenti. Alla fine però, almeno all'apparenza, l'approvazione del disegno di legge di stabilità ha lasciato più o meno soddisfatti tutti i ministri, visto che il provvedimento non ha avuto voti contrari.
Anche Stefania Prestigiacomo, che aveva minacciato il no per l'azzeramento dei fondi destinati all'Ambiente, si è detta alla fine contenta perché le sue risorse dovrebbero essere recuperate da altri fondi, compreso quello sui cui sono affluiti quasi 800 milioni provenienti dall'asta delle frequenze (metà dell'extra-introito, l'altra metà andrà a ridurre il debito pubblico) che in origine erano destinati allo sviluppo della banda larga. Ma Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico che si è visto sottrarre quei soldi, si è poi consolato pensando che il programma potrà essere realizzato con il concorso della Cassa depositi e prestiti. Sempre con i fondi dell'asta delle frequenze dovrebbero essere soddisfatte alcune esigenze della Difesa e delle forze dell'ordine, che però vengono penalizzate dalle riduzioni di spesa ai relativi dicasteri. Meno soddisfatto il responsabile della Salute Ferruccio Fazio che si è visto cancellare un miliardo di investimenti pluriennali nell'edilizia sanitaria, ossia nella costruzione di nuovi ospedali.
I tagli rappresentano l'attuazione del programma di risparmi dei ministeri già deciso con le due manovre estive, in particolare per le spese non rimodulabili all'interno dei bilanci. Invece per quanto riguarda le risorse da assegnare, le grandi voci restano quelle già individuate nei giorni scorsi ma con una novità: l'esatta ripartizione sarà decisa successivamente con appositi decreti della presidenza del Consiglio (Dpcm). Di fatto 4,8 miliardi (in termini di fabbisogno), accantonati con i decreti di quest'estate, vengono ora spostati dal Fondo Ispe (interventi strutturali di politica economica, collocato a Palazzo Chigi) ad un altro fondo, quello per le esigenze improrogabili. Da qui dovranno essere ripartiti, appunto con i Dpcm, tra una serie di priorità: ammortizzatori sociali, autotrasporto, cinque per mille dell'Irpef, detassazione salari di produttività, finanziamento scuole e università non statali, diritto allo studio, missioni di pace, più una serie di voci minori.
Dall'elenco delle riduzioni per i ministeri escono penalizzati i dipendenti pubblici. Ad esempio il buono pasto sarà riconosciuto solo a chi svolge una prestazione lavorativa effettiva di otto ore giornaliere. Sono poi cancellati i rimborsi per la degenza per causa di servizio (con l'esclusione di difesa e sicurezza) e quelli per le spese sostenuti dai dipendenti trasferiti in altra sede. Per prendere parte ad un concorso per incarichi dirigenziali occorrerà pagare un diritto di segreteria tra i 10 e i 15 euro. Nella scuola distacchi, aspettative e permessi sindacali dovrebbero essere ridotti del 15 per cento (ma il ministero nega che la norma sia alla fine stata approvata). Contro queste misure è già interventuto il leader della Cisl Bonanni, che in particolare ha minacciato una «reazione durissima» per la sgradita novità sui ticket. Nel settore della sicurezza ci saranno risparmi sul vitto di Carabinieri e Guardia di Finanza in servizio esterno, sul trattamento accessorio del personale della Dia, sui presidi di Polizia e Carabinieri.
Colpiti anche i Caf (centri di assistenza fiscale) che si vedranno ridurre i corrispettivi per le dichiarazioni, e i diplomatici, che dovranno risparmiare sulle spese di rappresentanza e pagheranno di più gli alloggi.

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