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Data: 15/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Quorum ok anche grazie ai radicali. Scontro in aula con i parlamentari Pd. E divampa la protesta sul web

Hanno votato quando la partita era ancora incerta e l'opposizione fuori

Cinque deputati sono entrati da un ingresso secondario e hanno partecipato alla "prima chiama"

ROMA. Cresce la rabbia contro i radicali determinanti per la tenuta del numero legale durante il voto di fiducia al governo. I cinque deputati pannelliani eletti nel Pd, il cui voto è stato in un primo momento scagionato perchè irrilevante, sono sul banco degli imputati per aver creato una sorta di traino per quota 315. Rivedendo il filmato delle votazioni in aula è infatti apparso chiaro che il primo radicale a votare, Marco Beltrandi, è stato il 298esimo, quando non c'era ancora nessuna certezza che sarebbe stata raggiunta quota 315.
«Ora che hanno votato i radicali entrate non restate qui, fate presto», dice ironico Maurizio Lupi rivolto a Rosy Bindi. La presidente del Pd allarga le braccia sconsolata quando Lupi le dice «i voti sono voti». Poi replica: «No, gli stronzi sono stronzi».
La goccia che fa traboccare il vaso della difficile convinvenza tra democratici e radicali cade poco prima delle 14, quando i cinque deputati si materializzano in aula, passando da un'entrata secondaria per partecipare alla prima chiamata, facendo così fallire quello che Silvio Berlusconi chiama «agguato». Dai banchi del Pd Giovanna Melandri e Rosa Calipari si scagliano contro i pannelliani che risultano ancora parte dello stesso gruppo parlamentare. «I radicali sono entrati in aula prima del nostro segnale, il problema è che continuano a comportarsi da auotosospesi» attacca Bindi. «Adesso le nostre strade si dividono e la nostra, checchè ne dica Pannella, va dalla parte giusta», aggiunge la presidente democrat. «Sono degli artisti, sono riusciti a regalare di nuovo un altro successo a Berlusconi», ribatte Pannella accusando il Pd di essere prigioniero della propria mediocrità. Tutta l'opposizione condanna il gesto radicale. «Non sono stati rilevanti ma la gravità della loro scelta, fatta senza comunicarci nulla, resta enorme», avverte il capogruppo Pd, Franceschini. «Se i radicali hanno pesato per far ottenere la fiducia a me fa solo piacere: è una scelta che fa chiarezza», rincara il leader Udc, Casini.
Sul web volano parole grosse. «Siete peggio di Mastella», «Che disgusto», «Parlamentari venduti, un tempo si chiamavano responsabili, ora si chiamano radicali»,«Cosa ha promesso Berlusconi?», chiede il popolo della rete alludendo al rinnovo della convezione di Radio Radicale. Ma dal partito Maurizio Turco avverte: denunceremo chi diffonde notizie false e tendenziose.

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