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Data: 17/10/2011
Testata giornalistica: Ferpress
Ferrovie: Filt Cgil, possibili tagli se passano provvedimenti europei su liberalizzazioni e separazione rete

Un comunicato del sindacato Filt Cgil si schiera contro l'approvazione, da parte del Parlamento europeo, del secondo pacchetto di liberalizzazioni ferroviarie, di cui domani inizia la discussione a Bruxelles, chiedendo un'ulteriore riflessione.

Nella nota, la Federazione dei trasporti della Cgil, dopo aver evidenziato che "arriva domani in Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo la revisione del primo pacchetto delle liberalizzazioni ferroviarie", sottolinea che "se i provvedimenti in materia dovessero essere approvati si determinerebbe nelle compagnie ferroviarie europee la separazione totale tra impresa ferroviaria e gestore dell'infrastruttura".

"La conseguenza di queste scelte - prosegue la nota - produrrebbe un'ulteriore spinta verso la privatizzazione del settore con possibili tagli ai servizi ferroviari nelle varie nazioni. Con la separazione inoltre - insiste il sindacato - si rischia di mettere in discussione ulteriormente gli standard di sicurezza ferroviaria legati alle sinergie presenti in un gruppo integrato".

La nota si conclude con l'indicazione che "sulla base di queste motivazioni, è opportuna una riflessione più approfondita da parte dei parlamentari della Commissione".

La revisione o "recast" del primo pacchetto ferroviario ha formato oggetto del lavoro, negli ultimi due anni, del gruppo di lavoro coordinato dal deputato europeo Debora Serracchiani. Il secondo pacchetto, che dovrebbe essere approvato per l'inizio del 2012, non determina innovazioni strutturali, ma fa chiarezza sull'applicazione delle norme esistenti da parte dei paesi membri. Tra i temi sottoposti a revisione nel secondo pacchetto ferroviario, i sistemi di finanziamento e di tariffazione dell'infrastruttura, la trasparenza nelle regole d'accesso e le competenze delle autorità di regolazione, che devono essere autonome e totalmente indipendenti.

Il provvedimento su cui maggiormente appuntano l'attenzione i sindacati è la separazione tra gestione dell'infrastruttura e gestione dei servizi di trasporto, che costringerebbe i gruppi ferroviari europei a creare due società completamente autonome e semmai con diversa proprietà azionaria.

La discussione sul secondo pacchetto di liberalizzazioni ferroviarie ha finora occupato solo marginalmente le cronache. Nel febbraio scorso, erano stati gli stessi sindacati (questa volta in forma unitaria, con Fit Cisl e Uil Trasporti) a proporre un documento in cui si analizzavano le proposte di "recast", sottolineandone gli aspetti positivi e quelli negativi (in primis, la separazione della rete). Questa volta è, invece, solo la Filt Cgil a diffondere una nota critica.

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