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Data: 17/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Treni fra le case, sale la protesta. Rfi aveva dato la priorità a Montesilvano in base ai rilievi dell'Arta sull'inquinamento acustico

I progetti per le barriere antirumore fermi da due anni in Comune

MONTESILVANO. Barriere antirumore a ridosso della ferrovia: Montesilvano è stata inserita ormai oltre due anni fa tra le città che con priorità devono essere dotate di questi presidi, ma è ancora in attesa.
Lo studio dei livelli di inquinamento acustico sulla fascia interessata dal passaggio dei treni è stato fatto dall'Arta ed è stato stato inviato, attraverso la Regione, alla Rfi, Rete ferroviaria italiana, che a sua volta ha provveduto a far fare i progetti per il posizionamento dei pannelli fonoassorbenti, assicurano dalla società, e li ha mandati - dunque «almeno due anni fa» - al Comune di Montesilvano. Dove pare si siano addormentati.
Non così i residenti della zona assediata dal fracasso. «I treni merci, soprattutto, di notte passano lentamente e con gran fragore a pochi metri dalle nostre case che fiancheggiano la ferrovia», racconta uno di loro, Roberto Cicchillitti, «e poi di giorno, così come con il buio, espressi, Frecce del Sud, Intercity, regionali e quant'altro corra su rotaie sfreccia tra i palazzi producendo un rumore tale, oltre ai vari fischi laceranti, che sembra scuotere dalle fondamenta le nostre abitazioni a due passi. Non si sente più la tv, o se qualcuno chiama. Se stai parlando al telefono o durante la cena devi interromperti, perché non si sente altro. Insomma un frastuono assordante».
L'installazione di pannelli fonoassorbenti ha interessato negli anni scorsi, e dopo battaglie durate anni da parte di comitati cittadini e politici, Pescara (con un investimento di 20 milioni di euro) e si è fermata a Santa Filomena. Arrabbiati più che rassegnati, nonostante il tempo trascorso dalle prime richieste di insonorizzatori, alcuni gruppi di cittadini di Montesilvano residenti sulla fascia a ridosso della ferrovia tornano ora all'attacco, chiedendo l'installazione dei pannelli al più presto. Ricordando, come premessa, che nella stragrande maggioranza dei casi sono le Ferrovie dello Stato ad aver piazzato a suo tempo le rotaie a una distanza dall'edilizia residenziale molto inferiore ai trenta metri richiesti, e non gli edifici ad essere sorti dopo e troppo vicino, in barba alle regole.
Ma dal canto loro le ex Fs oggi Rfi oggi sono a posto: entro il 2017 dovrà essere completato il Piano nazionale antirumore, che coinvolge 16mila chilometri di rete ferroviaria in Italia, procedendo dunque «per priorità». A definire le priorità, come accennato, sono i rilevamenti acustici sul territorio che esegue l'Arta, quindi la Regione, in base a questi rilievi dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, chiede gli interventi di attutimento del rumore. I progetti della Rfi vengono inviati ai Comuni, che li devono approvare. «Il Comune di Montesilvano si deve sprimere», insistono alla ex Trenitalia, «aspettiamo da due anni che lo faccia». «Noi siamo pronti ad azioni eclatanti», assicura Cicchillitti. «Siamo andati da sindaco, non abbiamo parlato direttamente con lui ma con una persona del suo staff», racconta, «che ci ha detto che l'Ente da anni fa pressione sulle Ferrovie per avere i pannelli, senza ottenere risposte. A questo punto non si capisce come stiano realmente le cose e di chi siano le responsabilità di questo ritardo inaccettabile. Forse ce lo diranno, e si smuoveranno, quando fermeremo i treni straiandoci sulle rotaie per protesta. Non vorremmo arrivare a questo».

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