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Data: 17/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi e ricostruzione, imprese in ginocchio. La denuncia dei sindacati e dei costruttori, cinque proposte per far ripartire le attività

L'AQUILA. Snellimento della burocrazia, zona franca, incentivi alle aziende e credito alle imprese locali. Sono alcune delle proposte del mondo economico e sindacale dell'Aquila alle istituzioni locali e al governo emerse nel corso degli Stati generali dell'economia. Un dibattito, organizzato nella caserma della Finanza dalla Camera di commercio, al quale hanno lavorato tutti insieme per mesi fino a elaborare una piattaforma che il presidente dell'ente camerale Lorenzo Santilli ha definito «rivendicativa». Un confronto tra esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale, associazioni di categoria e cooperative per fare il punto sulla crisi e avanzare proposte. «Chiediamo maggiore attenzione verso le imprese e il tessuto economico dell'Aquila e del comprensorio», ha detto Santilli. «Lo sviluppo locale è fermo da dieci anni, la crisi occupazionale pre-sisma si aggiunge a quella determinata dal terremoto. C'è infine la ricostruzione pesante che non parte». All'incontro avrebbe dovuto partecipare anche il sottosegretario Gianni Letta, trattenuto a Roma e quindi assente.
RICOSTRUZIONE FERMA. Il sindaco Massimo Cialente ha aperto i lavori alle 10,45 mettendo subito sul piatto gli aspetti dolenti della ricostruzione che non riparte all'Aquila. «Dov'è il miliardo e mezzo avanzato dalla ricostruzione A, B, C?» ha chiesto Cialente. «Comincio a credere che ci sia un ragionamento politico di chi non vuole farci spendere i soldi». Un pensiero che lo assilla negli ultimi tempi. C'è poi da fermare «la pioggia di ordinanze». «Con chi vengono concertate?» e torna ad attaccare l'ipotesi di una polizza fideiussoria che i cittadini dovrebbero stipulare con le banche. Poi la crisi occupazionale: «L'anno scorso nei cantieri della ricostruzione hanno lavorato 10mila persone. Quest'anno ce ne sono 1200 in cassa integrazione».
«TUTTO VA BENE». I soldi ci sono e vengono spesi bene mentre l'occupazione cresce. Gli interventi della vicepresidente della Provincia dell'Aquila Antonella Di Nino e dell'assessore al Lavoro Paolo Gatti hanno posto l'accento solo su aspetti positivi dell'economia e della gestione del post-sisma. Gatti ha spiegato che «i dati sull'occupazione e sulle imprese mostrano una crescita sulla quale molto ha contato la provincia dell'Aquila. Il lavoro femminile è aumentato. Aumenta anche la natalità delle imprese locali».
GLI «INDIGNADOS». «Avevamo creduto nei mercati e nella globalizzazione, nella borsa e nell'alta finanza. Ci eravamo sbagliati. Ecco perché capita di assistere a episodi in cui esplode la rabbia dei cosiddetti "indignati"». Per il presidente della Camera di commercio Lorenzo Santilli bisogna fare un passo indietro e recuperare un rapporto concreto con il territorio. Santilli ha difeso gli imprenditori: «Non appartengono al regno dei truffatori», ha detto, «ma sono persone che rischiano ogni giorno le loro risorse». Ma è stato con l'intervento del segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti e quello del presidente dei costruttori dell'Aquila Giovanni Frattale che l'atmosfera all'auditorium si è scaldata. Come due «indignados» hanno entrambi sottolineato che «l'economia all'Aquila è ferma». Trasatti ha ricordato «la massa di cassintegrati contati come occupati». «In troppi vivono con un assegno di 400 euro al mese. La politica non può venirci a dire che va tutto bene e che risorse ci sono», ha aggiunto. «Deve invece dirci quali strategie intenda seguire per aiutare imprese e lavoratori. Che non stanno bene in questo territorio altrimenti non staremmo qui a parlarne». A Trasatti ha dato man forte Frattale. Sventolando il manifesto che l'Ance ha fatto pubblicare recentemente sui giornali, il presidente dei costruttori ha chiesto di sapere «che fine ha fatto il cantiere più grande d'Europa?», lanciando, infine, l'allarme occupazione nell'edilizia: «Ottomila operai edili potrebbero essere licenziati».
FONTANA. Il capo della struttura tecnica di missione, l'architetto Gaetano Fontana ha illustrato un'analisi positiva dell'operato della Stm all'assemblea degli Stati generali dell'economia. «Per far ripartire la ricostruzione dell'Aquila», ha detto, «bisogna attuare le linee d'indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio redatte dalla Stm e già pubblicate a luglio 2010». Quanto agli interventi finanziati, Fontana ha illustrato il programma prioritario del decreto 24: «Sono 11 gli edifici pubblici del Comune dell'Aquila per i quali il governo ha stanziato 47 milioni di euro. Altri 42 sono stati erogati per 39 edifici tra case, centri polifunzionali e palazzi indicati dai sindaci nell'ambito del progetto "Un'opera per ogni Comune".

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