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Pescara, 08/04/2026
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18/10/2011
Il Messaggero
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Gli effetti della Finanziaria - Trasporti, la mannaia dei tagli. Venerdì Morra ha convocato i sindacati in Regione, c'è il rischio di ripercussioni sulle tariffe. |
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Cinquanta aziende e la battaglia dei bacini: si apre la grande partita del riassetto.
L'AQUILA - Non sarà come la sanità, ma poco ci manca. Si sta per aprire in Regione un nuovo fronte molto caldo: è quello dei Trasporti (seconda voce di bilancio) e c'è grande apprensione nel settore per capire quale sarà l'entità dei tagli annunciati dalla Finanziaria, attualmente in via di definizione. La mannaia sta per abbattersi e i segnali che arrivano dalla conferenza Stato-Regioni - il tavolo deputato a dirimere la questione (ultima riunione la scorsa settimana) - non sono ancora chiarissimi. Ma nel macrocosmo abruzzese del trasporto pubblico locale c'è molta agitazione perchè la matassa riguarda un complesso di circa cinquanta aziende che si occupano delle linee su gomma (bus) e su ferro (ferrovia), di cui ben tre sono pubbliche. Sull'aspetto del pubblico, la Regione ha già messo mano nella prima metà dell'anno all'accorpamento di Arpa, Gtm e la parte della Sangritana che si occupa di trasporti su strada. Immaginate tre aziende che hanno tre modi di formare il personale, che acquistano tre tipi di software e tre tipi di mezzi, che hanno contratti di manutenzione differenti. Si aspetta quindi la Newco (la società risultante della fusione) ma è un passaggio importante che non risolverà tutti i problemi. Il padre di tutti i problemi, infatti, è lo strumento programmatico in mano al legislatore (il Prit, il piano regionale integrato dei trasporti) che non è ancora ultimato. E' il documento che dovrebbe far capire qual è l'idea complessiva della Regione, che ha competenza sul settore, quali sono le linee strategiche. Invece il Prit è lì, da anni ormai, da qualche legislatura, e non c'è verso di metterci mano. E' questione di centrodestra, quindi, e di centrosinistra. Manca la programmazione, si procede con gli schemi e i percorsi di molto tempo addietro. Difatto comunque, c'è grande incertezza anche nel mondo dei privati che agiscono nel trasporto pubblico locale perchè tira aria di revisione completa e le grandi manovre sono iniziate da tempo. I fronti sono abbastanza chiari. I privati chiedono più bacini per mantenere più o meno lo status quo, le associazioni dei consumatori e i sindacati pensano a un bacino unico. Razionalizzare infatti significa efficacia ed efficenza, evitare linee che si sovrappongono, territori serviti disomogeneamente. Venerdì prossimo è atteso all'Aquila un incontro in cui l'assessore Morra incontrerà i sindacati (segreterie confederali e di settore) per provare ad aggiungere qualche tassello luminoso ad un quadro ancora fosco. Alcune ipotesi sul tavolo nazionale ci sono: dopo l'ipotesi di un maxitaglio, oggi si pensa a recuperare risorse da altri capitoli di spesa per attutire il colpo. Non è comunque un calcolo semplice: ci sono aziende, amministratori, lavoratori, servizi e utenti in ballo in un contesto dove è spesso mancata la visione unica oltre che la volontà politica di rivedere gli assetti. Il panorama è singolare: una parte delle aziende, raccontano gli esperti, ha 2/3 dipendenti che coprono una o due linee. La finanziaria prevede che il sistema delle concessioni spirerà a fine marzo 2012: da aprile le Regioni che vogliono mantenere i servizi li dovranno concedere tramite bandi. La grande partita è solo iniziata.
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