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Pescara, 08/04/2026
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Data: 18/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Come bestie sul treno dei pendolari» i genitori degli studenti scrivono alle Fs

SCAFA - Poche carrozze, ressa davanti alle porte dei treni e la corsa a conquistare gli ultimi posti a sedere. Un'odissea quotidiana, «nemmeno le greggi durante la transumanza». E' la protesta dei pendolari, lavoratori ma soprattutto studenti, universitari e delle scuole superiori. Sono i loro genitori a prendere carta e penna e a scrivere alle Ferrovie dello stato per chiedere qualche vagone in più. «A poco più di un mese dall'inizio dell'anno scolastico i disagi che i nostri figli sono costretti a subire ogni mattina per recarsi a scuola continuano, anzi diventano sempre più gravi», scrivono alcuni genitori. La (dis)avventura inizia intorno alle 7, quando la stazione comincia a popolarsi di pendolari che devono raggiungere Chieti e Pescara per andare a scuola o a lavoro. Il treno regionale arriva alle 7.05 da Sulmona e ha già fatto varie fermate. I vagoni, solo due, sono sovraffollati. «Quando il treno arriva alla stazione di Scafa è già pieno, per salire dobbiamo quasi fare a botte e poi, una volta in carrozza, restiamo in piedi, con tutte le conseguenze in caso di frenate brusche. Per ben due volte è anche successo di rimanere a terra», racconta uno studente. «Fra l'altro, anche se la sostanza non cambia, il servizio non è gratuito, anzi per la tratta Scafa-Pescara paghiamo la non trascurabile cifra di 54 euro mensili - scrivono ancora i genitori degli studenti che frequentano gli istituti superiori di Chieti e Pescara -. Chiediamo che venga attivato un servizio adeguato». La potenziale utenza, fanno notare, è la stessa dal lunedì al sabato: un centinaio di ragazzi salgono a Scafa e altri cento alla stazione successiva di Alanno. Basta aggiungere le carrozze necessarie.

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