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Data: 18/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
La crisi del trasporto pubblico locale - I tagli ai treni condanneranno i pendolari. In settantamila costretti a usare l'auto. Dal prossimo gennaio potrebbero viaggiare in Liguria solo 69 degli attuali 248 convogli regionali

SETTANTAMILA persone, dal prossimo anno, potrebbero ogni giorno dover scegliere il trasporto privato (auto e moto) per recarsi al lavoro in Liguria. Un dato pesantissimo, ma assolutamente esatto, sulla base dell'ennesimo allarme che l'assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco, ha lanciato giovedì: nel 2012 le risorse per il trasporto su ferro diminuiranno del 72% circa e viaggeranno solo 2 treni su 7 rispetto ai numeri attuali. Il tam tam tra lavoratori e studenti è già partito e il Coordinamento dei Pendolari Liguri ha già esaminato le conseguenze dei tagli. Lo spiega la portovoce Sonia Zarino: «Le uniche risorse certe, ad oggi, consistono in 22 milioni di euro. In tali condizioni viaggeranno solo 69 dei 248 treni che la Liguria mette a disposizione ogni giorno, con una diminuzione di circa 100.000 posti offerti: facendo due conti, dato che sono 105.000 i passeggeri/giorno sulle reti ferroviarie liguri (con 20.600 abbonati), e 132.800 i posti a disposizione attualmente sui treni regionali mentre saranno solo 37.200 quelli offerti nel 2012 (secondo le previsioni di Vesco). Si capisce chiaramente che più di 70.000 passeggeri resteranno a terra, riversandosi magari sulle già congestionate strade e autostrade liguri e spendendo oltretutto cifre folli tra benzina, pedaggi autostradali, parcheggi e, perché no, multe». Il Governo farà retromarcia? Sembra improbabile. Come sottolinea Sonia Zarino «in questa situazionea dir poco drammatica anche il bonus disservizi e la Carta Tutto Treno quasi certamente saranno sacrificati sull'altare dei risparmi: quindi non solo diminuirebbero drasticamente i treni regionali, ma sarebbe necessario, per poter usare anche gli Intercity, fare un abbonamento IC con estensione regionale (sempre che esista ancora). Soluzione naturalmente molto più costosa rispetto all'attuale, una spesa quasi doppia». Molto significativi i dati elaborati da Legambiente sulla base di quelli forniti da Trenitalia, Regioni e Camera dei Deputati: 72.929.616 euro il totale dei tagli per il 2012 al trasporto ferroviario ligure, 146% l'aumento del prezzo del biglietto (la tariffa odierna di 5 euro salirebbe a 12,30; un abbonamento dal costo medio, oggi, di 49 euro, passerebbe a 120,54 euro). «Se così fosse - sottolinea Enrico Pallavicini, leader del Comitato pendolari Genova-Milano - tanto per fare un esempio ognuno dei 5.000 viaggiatori che ogni giorni da Varazze raggiungono Principeo Brignole dovrebbe sborsare non più 3,50 euro per il suo biglietto ma 8.61. E, venendo al territorio su cui ogni giorno confluiamo, il taglio generale al trasporto locale vorrebbe dire far arrivare a Milano, ogni mattina, 300.000 persone in auto in più». «Solo qualche mese fa il referendum sanciva la volontà popolare di mettere il trasporto tra i servizi fondamentali di cui il pubblico si doveva fare carico: queste decisioni vanno nella direzione diametralmente opposta col Paese che paga più degli altri le conseguenze di scelte sbagliate e miopi che si sono accavallatea partire dal dopoguerra fino ad oggi» commenta Sonia Zarino, che poi ricorda, ironicamente, un paradosso che si sta creando proprio a Genova: «Mentre pagheremo di più per avere di meno, come da anni a questa parte, proseguono i lavori sul Nodo, che daranno (a caro prezzo!) tanti bei binari nuovi per un numero sempre più ridotto di treni. Come a dire: l'operazione è riuscita, ma il paziente è morto».

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