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Data: 18/10/2011
Testata giornalistica: Rassegna.it
Sciopero Fiat: la questura nega il corteo alla Fiom. Cgil, 3 dicembre manifestazione nazionale a Roma

Ad oggi non è stata autorizzata la manifestazione dei lavoratori Fiat e Fincantieri promossa dalla Fiom Cgil per venerdì 21 a Roma. Landini: "Fondamentale scendere in piazza dopo i fatti di sabato. Alle nostre iniziative volto scoperto e mani libere"

La Questura di Roma non ha ancora autorizzato il corteo dei lavoratori Fiat-Fincantieri promosso dalla Fiom per il prossimo venerdì 21 ottobre. Lo ha riferito il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini. Al momento, ha spiegato, è autorizzato solo il concentramento a Piazza Esedra, mentre sono negate tre piazze richieste per l'arrivo del corteo.

"Per noi fare il corteo è necessario a maggior ragione dopo quello che è successo sabato - ha spiegato Landini nel corso di una conferenza stampa - Chi si è organizzato da mesi lo ha fatto per colpire chi manifestava. Noi garantiamo la sicurezza. Nelle nostre manifestazioni non si viene con i caschi e con gli zaini pieni di cose. Si viene con la faccia scoperta e con le mani libere".

Landini ha spiegato che la Fiom ha chiesto alla Questura inizialmente di poter fare il corteo da piazza Esedra verso piazza Navona, rifiutata questa piazza è stata proposta dal sindacato piazza Farnese. Ma anche questa, la settimana scorsa, è stata rifiutata perché troppo vicina a piazza Navona. Oggi è stata chiesta piazza Santi Apostoli per l'arrivo del corteo ma anche questa piazza è stata negata. Al momento - ha spiegato Landini - resta solo l'autorizzazione al concentramento dei lavoratori in piazza Esedra mentre non è prevista ad oggi la possibilità di sfilare in corteo. Alla manifestazione organizzata per protestare sulla situazione della Fiat, della componentistica e di Fincantieri, parteciperà, ha annunciato Landini, anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

"Chi viene alle nostre manifestazioni - ha detto ancora Landini - vuole difendere la democrazia. Per questo ribadisco la richiesta alla questura: vogliamo sfilare, vogliamo dare la parola ai lavoratori. Siamo pronti a garantire la sicurezza del corteo a cui si verrà senza caschi e a mani libere".

Landini è poi entrato nel merito delle ragioni della protesta e dello sciopero proclamato per il 21 in tutto il gruppo Fiat. Il segretario della Fiom ha reso noto che per oltre un terzo dei lavoratori degli stabilimenti italiani del Lingotto i giorni di lavoro nei primi nove mesi dell'anno sono stati meno di 40 mentre per il resto hanno dovuto contare solo sulla cassa integrazione.

Dunque, la Fiom torna a chiedere all'azienda di conoscere il piano industriale e denuncia i ritardi nei lanci annunciati di nuovi prodotti. In particolare la Fiom sottolinea che a Mirafiori (5.400 addetti) si è lavorato in media 35 giorni su 205 lavorativi in 9 mesi mentre a Pomigliano i giorni lavorati sono stati 37. A Termini Imerese dove si produce la Lancia Y (1.400 addetti) si sono lavorati in media 94 giorni mentre a Melfi (5.300 dipendenti) sono stati lavorati 147 giorni su 205. Quasi a pieno regime ha girato lo stabilimento di Cassino (Bravo, Giulietta e Delta per circa 4.600 lavoratori) con 169 giorni mentre in Sevel Val di Sangro dove si produce il Ducato (6.300 addetti) la linea è stata sempre in attività con 205 giorni lavorati su 205.

"Molti prodotti - ha detto il segretario nazionale Fiom Giorgio Airaudo, citato dall'Ansa - sono slittati rispetto ai tempi prospettati, altri sono scomparsi. Ci saranno effetti drammatici per i lavoratori con un allungamento dei tempi di cassa integrazione. Noi temiamo che a Mirafiori prima o poi ci sia una dichiarazioni di esubero per gli enti centrali. E sono terribili - ha aggiunto - gli effetti sulla componentistica".

Lavoro: Cgil, 3 dicembre manifestazione nazionale a Roma

Una grande manifestazione nazionale per il lavoro, a Roma, in Piazza San Giovanni, il prossimo 3 dicembre. E' questa la decisione presa oggi, 17 ottobre, dalla segreteria nazionale della Cgil. Al centro della manifestazione, spiega una nota di Corso d'Italia: "La condizione drammatica delle lavoratrici e dei lavoratori, il futuro del lavoro dei giovani, il no al precariato e le proposte della Cgil per un lavoro stabile, dignitoso e sicuro".

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