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Data: 18/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
I consiglieri non si riducono gli stipendi. In 13 sono favorevoli ai tagli, ma nessuno li ha applicati finora

Di Nisio resta l'unico politico in Comune che si è autodecurtato i compensi del 30 per cento

PESCARA. Erano 13 i consiglieri comunali favorevoli all'iniziativa di Di Nisio di un taglio del 30 per cento agli stipendi di tutti i politici. Ma nessuno ha seguito il suo esempio di autoridursi i compensi.
Il consigliere dell'Idv ha scritto una lettera al presidente del consiglio comunale Licio Di Biase per chiedergli di togliere dalle retribuzioni di ottobre, novembre e dicembre il 30 per cento e di destinarlo al fondo per il Pronto intervento sociale, per aiutare le famiglie in difficoltà economiche.
Di Nisio è stato finora l'unico a dare il buon esempio. Eppure, in un sondaggio condotto dal Centro tempo fa, 13 consiglieri su 40 avevano espresso parere favorevole alla proposta dell'esponente dell'Idv, contenuta in un ordine del giorno ritirato per due volte, perché l'aula si è svuotata al momento del voto.
I consiglieri che hanno detto sì all'iniziativa erano, oltre a Di Nisio, Armando Foschi e Vincenzo Berghella (Pdl); Antonio Blasioli, Giuliano Diodati, Gianluca Fusilli e Moreno Di Pietrantonio (Pd); Adelchi Sulpizio (Idv); Vincenzo Dogali (Udc); Massimiliano Pignoli (Fli); Roberto De Camillis (Api); Giovanni Di Iacovo (Sel); Maurizio Acerbo (Prc).
Qualcuno si è giustificato per non aver seguito a ruota Di Nisio. «Sono favorevole a un taglio generalizzato e quindi sono pronto a votare in aula la proposta di Di Nisio», ha detto Blasioli, «ma non intendo ridurmi da solo lo stipendio e dare i miei soldi al sindaco Mascia, che poi li utilizza per pagare le consulenze a Giordano Bruno Guerri». «Resto favorevole a un taglio per tutti e non a un'iniziativa singola. L'obiettivo è dare un segnale ai cittadini, anche se i costi della politica sono ben altri», ha spiegato invece il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio.
Diverso il caso di Maurizio Acerbo. «Io, essendo anche consigliere regionale, non percepisco compensi in Comune», ha fatto presente, «comunque, resto favorevole alla proposta dei tagli, perché sono convinto che i politici debbano dare un esempio in questo momento di difficoltà per tutti i cittadini. Nei prossimi giorni, proporrò a Di Nisio un'iniziativa comune che vada proprio in questo senso».
Il consigliere dell'Idv non si è detto sorpreso del comportamento dei suoi colleghi. «Me l'aspettavo», ha commentato, «sono invece rimasto male per il fatto che non si è creato alcun dibattito costruttivo sull'iniziativa approdata in consiglio». Di Nisio, tra l'altro, ha ripresentato la proposta sottoforma di mozione e, quindi, l'aula sarà chiamata ad esprimersi.
Nel frattempo, l'iniziativa solitaria dell'esponente dell'Idv è andata avanti e ora è vicina al traguardo.
Giorni fa, la dirigente agli Affari generali Luciana Di Nino ha inviato una nota al ragioniere generale Giovanni D'Aquino e all'assessore al bilancio Eugenio Seccia per invitarli a procedere alla riduzione del 30 per cento del massimale dell'indennità percepita da Di Nisio per gli ultimi tre mesi dell'anno. Il risparmio per l'amministrazione si aggira sui 1.392 euro. La dirigente ha chiesto che questa cifra sia destinata, tramite una variazione di bilancio, al capitolo relativo al Pronto intervento sociale per le famiglie in difficoltà.

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