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Pescara, 08/04/2026
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19/10/2011
Il Messaggero
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«Trasporti, dieci anni di paralisi». La sveglia dei sindacati: «Bus e treni regionali, accelerare la razionalizzazione». Morra: «È in commissione, lo faremo» |
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I tagli della finanziaria e il piano regionale integrato mai partorito. L'AQUILA - Si siederanno al tavolo convocato per venerdì dall'assessore Giandonato Morra avendo come imperativo categorico quello di premere perché la Regione acceleri il processo di riordino del sistema dei trasporti, al di là delle dichiarazioni di intenti e degli accorpamenti di facciata. Che la questione non sia semplice né sulla carta, né nei fatti le tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, ne sono pienamente consapevoli. Come lo sono del fatto che l'unica maniera per fronteggiare la scure dei tagli nel settore, circa 45 milioni di euro, di cui 35 solo sul trasporto ferroviario, ipotizzata dal Governo e adombrata nelle ultime sedute della conferenza Stato-Regioni, è quella di fare fronte comune per salvaguardare la seconda voce di bilancio dal rischio del collasso. Il punto da cui ripartire per i sindacati è l'azienda unica dei trasporti. «I ritardi accumulatisi in questi mesi rischiano di rivelarsi fatali - commenta Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl - basta con le analisi, occorre realizzare ciò che si è deciso di fare, e cioè accorpare le aziende pubbliche e stimolare con provvedimenti legislativi l'aggregazione delle imprese private. Se siamo arrivati a questa situazione critica lo dobbiamo anche a un'eccessiva parcellizzazione di risorse, legata a un comparto dove ha dominato la confusione». Se sulla necessità dell'azienda unica il giudizio è univoco, sulla natura del futuro organismo le interpretazioni divergono. La Cgil, infatti, per voce di Mimì D'Aurora, pensa ad un'azienda unica integrata che comprenda il trasporto su ferro oltre che quello su gomma. L'incontro con l'assessore Morra sarà l'occasione anche per rispolverare la questione sulle infrastrutture: «Che fine hanno fatto i sei milioni di euro - si chiede D'Aurora - contenuti nel protocollo sottoscritto dal Chiodi con il Governo?». La penuria di risorse e le difficoltà della riorganizzazione non devono essere per la Regione, avverte la Cgil, un alibi di cui farsi scudo per tentare un processo di privatizzazione delle imprese pubbliche «che vanno bene e non possono essere sacrificate". Analisi condivisa anche da Roberto Campo, segretario regionale della Uil, per il quale «pur nel Far West del trasporto regionale, con 50 aziende che spesso sovrappongono servizi, il trasporto pubblico deve continuare ad essere il cuore del sistema. Per il resto scontiamo l'accumulo di ritardi e la mostruosità kafkiana di un Piano regionale integrato dei trasporti che si è rivelato uno strumento ingestibile». E poi c'è la questione dei bacini. Se le aziende private spingono per la pluralità, quindi per il consolidamento della situazione attuale, i sindacati premono per il bacino unico. «Un solo bacino, un solo servizio» sintetizza Campo. Dal canto suo, l'assessore Morra auspica il superamento delle divergenze: «Ritengo doveroso percorrere un cammino comune con i sindacati. Non possiamo accettare tagli di risorse che in realtà sono vere e proprie amputazioni, di cui pagherebbero lo scotto i cittadini. Con il Governo è in atto un contraddittorio forte e la restituzione del contratto di servizio al Ministro Fitto da parte dei rappresentanti regionali, noi compresi, ne è la testimonianza. Quanto ai ritardi nel processo di riforma, voglio ricordare che la delibera è ferma all'esame della Commissione consiliare e che da parte nostra c'è solo la volontà di portare a compimento la riorganizzazione. Dopo dieci anni finalmente siamo riusciti a realizzare la fusione della Paolibus con l'Arpa, salvaguardando tutti i posti di lavoro. Nelle prossime settimane definiremo la costituzione di un Consorzio con Trenitalia e la Sangritana per l'ottimizzazione dei servizi. Dunque, stiamo procedendo per gradi e al di là delle appartenenze politiche».
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