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Pescara, 21/01/2021
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Data: 19/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crateri sulla corsia riservata, cambiano percorso i bus Arpa. Troppi danni ai mezzi, gli autisti sul piede di guerra. (Guarda la foto)

I bus dell'Arpa sono stati costretti a cambiare percorso. Quelli della Gtm, più filogovernativi dicono maliziosamente i sindacati, ancora no. Ma il conto del meccanico non tarderà ad arrivare e allora saranno dolori.
Ha del paradossale il pasticcio della corsia di accesso al terminal bus dell'area di risulta, in pratica il tratto finale di via De Gasperi, ristrutturato ed attrezzato pochi anni fa per togliere i mezzi del trasporto pubblico dalle strade del centro e consentire l'accesso delle auto private al parcheggio della ex stazione.
Il peso dei bus ha messo a nudo un grosso difetto di costruzione della strada, scavando in poco tempo autentiche voragini al centro della carreggiata. Basta fermarsi cinque minuti ad osservare: i mezzi in transito affondano, sbandano paurosamente creando situazioni di grave pericolo per i passeggeri a bordo e, raccontano gli autisti, riportano frequentemente danni alle sospensioni e agli organi meccanici.
Ovviamente non sono bastati i pochi rattoppi di asfalto dei mesi scorsi a risolvere il problema.
Come testimonia una circolare interna dell'Arpa, la compagnia regionale di trasporto, apparsa qualche giorno fa negli uffici del terminal bus: «Si informa il personale viaggiante che a causa delle condizioni del manto stradale dissestato in via De Gasperi (ultimo tratto che conduce al terminal bus) che con effetto immediato gli autobus in entrata al terminal, sia in linea che in trasferimento, saranno instradati per via Ferrari e via Michelangelo». L'eufemistico instradati, precisano i sindacati trasporti Cgil e Uil, va tradotto in realtà con dirottati. Costretti a cambiare strada per scongiurare, scrivono i segretari provinciali Franco Rolandi e Alberto Cilli, «un danno economico di non poco conto per le aziende di trasporto, i cui autobus si trovano costretti ad affrontare manti stradali a dir poco osceni fatti di vere e proprie voragini in grado di deteriorare il materiale rotabile. Le buche sono talmente profonde da mettere a repentaglio non solo le condizioni fisiche degli sfortunati viaggiatori e del personale di guida, ma anche la sicurezza e la piena funzionalità degli stessi autobus».
L'Arpa ha rotto gli indugi, la Gtm resiste ancora, ma probabilmente sotto la spinta del sindacato non tarderà a prendere provvedimenti, anche a costo di appannare le ottime relazioni tra azienda e amministrazione comunale.
Non solo. A carico del traffico cittadino, già molto congestionato, e della qualità dell'aria sono gli effetti collaterali dell'operazione.
La deviazione dei mezzi Arpa dalla corsia dedicata di via De Gasperi all'anello via Ferrari-via Michelangelo (il tratto finale di viale Bovio) scarica su un nodo delicatissimo della viabilità urbana alcune decine di mezzi ogni giorno. Se la stessa decisione dovesse essere assunta anche da Gtm, l'effetto ingorgo non potrà che peggiorare. Eppure basterebbe relativamente poco per risanare le voragini di via De Gasperi.
Per i sindacati Cgil e Uil, impegnati in una dura battaglia con la Gtm per la mancata stabilizzazione degli autisti part time, è una prova ulteriore della scarsa attenzione del Comune alle esigenze del trasporto pubblico. Come dimostra una lunga serie di episodi che parte dal dato storico della scarsità di corsie preferenziali e culmina con la mancata consultazione di azienda e personale prima della rivoluzione dei sensi unici nel centro. Poi è arrivata la grana dei crateri nell'area di risulta.

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