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Data: 19/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rissa nella Lega, Bossi contro Tosi «È uno str... ha portato i fasci tra noi»

ROMA - Botte da orbi, sì: da orbi lumbard. Come se non fosse bastata la rissa al congresso di Varese, con tanto di grida e pernacchie contro il Senatùr un tempo venerato, ecco il seguito di questa storia da basso impero padanista. La miccia l'accende Flavio Tosi, sindaco di Verona, di credo maroniano spinto: «La circolare bavaglio non riguarda me. Io esprimo quello che penso e pensano anche molti dirigenti del nostro partito, di cui non posso dire i nomi».
Lui e loro pensano che Berlusconi sia alla frutta e che il Carroccio lo debba mollare. «Chi sta a Roma - incalza Tosi, parlando a Radio 24 - ha ruoli nel governo e in Parlamento, ed è chiaro che per lealtà istituzionale al premier non può dire quello che pensa di Berlusconi. Ma io ho la fortuna di essere sindaco, un ruolo più basso, ed esprimo ciò che penso». E ancora: «Molti deputati, in certe votazioni, hanno avuto il voltastomaco». Secondo il sindaco di Verona, «se ci fosse un cambio della leadership e ci fosse la possibilità con questa maggioranza di andare avanti fino alla scadenza naturale della legislatura facendo tutte le riforme, avremmo più chance di arrivare e di poter vincere anche alle prossime elezioni». Ultimo fendente: «Non ho amici come Lavitola e non direi mai a nessuno di stare all'estero».
Frequentando Montecitorio, in effetti, non di rado capita di imbattersi in ragionamenti simili, condotti - a taccuini chiusi e a microfoni spenti - da parte di deputati lumbard. Ma Bossi queste cose proprio non le vuole sentire. Quindi? «Tosi è uno stronzo. Ha portato i fascisti nella Lega. Non lo sopporteremo a lungo», così reagisce il leader della Lega appena gli vengono riportate le parole espresse dal pasionario maronita che amministra Verona. E che l'altro giorno ha impallinato un amico, andandoci a caccia insieme. Bum: lo ha colpito per sbaglio? Anche stavolta, Tosi dice di non aver voluto colpire Bossi: «Se legge bene le mie dichiarazioni, capisce che ho voluto difendere sia lui sia la Lega. Mi ha frainteso».
Impossibile da fraintendere, invece, a proposito del Carroccio che sbanda, quei 13.000 euro che il consiglio regionale lombardo ha regalato - in una fase di tagli terribili, e quasi ci stava rimettendo le penne perfino l'Accademia della Crusca - alla fondazione Amici del centro internazionale insubrico Carlo Cattaneo. La lista delle spese di favore comprende poi, fra l'altro, 5 mila euro alla manifestazione Padamus (festival di musica alpina, lombarda e padana), 4 mila per il Carnevale bosino di Varese (terra bossianissima, o forse ex bossiana), 3 mila per la rievocazione storica del Giuramento della Concordia a Pontida (Bergamo). E via così.
Non solo il papà, ma anche il Trota - che subito ha difeso il genitore dagli attacchi di Tosi: «Chi non è d'accordo vada via dalla Lega» - potrebbero essere contenti per le regalie ottenute. Ma la festa è stata rovinata ieri da alcuni metalmeccanici. Hanno intercettato, sotto il Pirellone, Bossi junior, consigliere regionale lombardo imposto dalla famiglia, e lo hanno contestato. Un tempo si diceva: la Lega è un partito operaio. E si diceva anche: la Lega è un partito che vive nel culto incrollabile della personalità del suo condottiero. Non è vero più niente.

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