«NON vi chiediamo di guadagnare meno ma di lavorare di più», attacca Renzi. E dalla platea dei lavoratori Ataf seduti fra i banchi del pubblico partono fischi e slogan come «Renzi sindaco di Arcore» e «Vattene a Roma, dell'Ataf non sai nulla». È la disfida Ataf che scatena l'ennesima bagarre, stavolta tra i banchi del consiglio comunale. Sarà una settimana calda: il Comune ha proposto ai sindacati un piano di tagli per Ataf (17 milioni di perdite, deficit annuo 2011 verso i 6 milioni di euro) che prevede 50 prepensionamenti, aumento per tutti gli autisti di 15 minuti al giorno alla guida, riduzione dei riposi, abolizione dei 5 minuti giornalieri concessi per il trasferimento dal parcheggio ai bus a Peretola, revisione del premio di produzione, riorganizzazione dei 130 dipendenti (su 1300) inidonei alla guida ridotti a fare uscieri, cuochi e distributori di biglietti. O tagli o privatizzazione, è ormai la ricetta di Palazzo Vecchio, che sventola gli stipendi Ataf (1500 euro medi), del 10% più alti di quelli di Linea. «Due settimane per decidere, scriverò una lettera aperta ai lavoratori», taglia corto Renzi, che ancora ieri ha ripetuto che per ora non ci sono le condizioni per cui Firenze partecipi alla gara regionale del trasporto pubblico. «Il nostro non è un prendereo lasciare ma non faremo gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia: i fiorentini non possono più ripagare i buchi di Ataf», dice Renzi, accolto con gelo dai banchi del Pd. I sindacati non sciolgono la riserva: dalla riunione del direttivo rsu sarebbe emersa l'intenzione di incontrare i lavoratori nell'assemblea di domani sera chiedendogli il mandato a trattare con l'amministrazione se Renzi cambiasse idea sulla gara regionale e presentasse un piano industriale. Il segno di una disponibilità ai sacrifici in cambio di garanzie sul futuro? Ancora presto per dirlo: «Dopo le parole di Renzi tutto si complica», riflette del resto Massimo Milli delle rsu. Ma oltre all'Ataf, c'è il Maggio. «Contiamo di trovare una soluzione entro il 21 dicembre», annuncia Renzi.