L'INIZIATIVA I compensi vanno in borse di studio
PESCARA. Antonio Blasioli ha deciso di seguire l'esempio di Fausto Di Nisio, che ha rinunciato al 30 per cento dei suoi compensi per devolverlo al fondo per il Pronto intervento sociale, destinato alle famiglie in difficoltà economiche. Il consigliere del Pd ha annunciato che trasformerà i suoi prossimi tre stipendi in altrettante borse di studio. Proprio ieri Il Centro ha pubblicato l'elenco di tutti i consiglieri favorevoli all'iniziativa di Di Nisio, ma finora nessuno, salvo quest'ultimo, aveva provveduto ad autodecurtarsi lo stipendio di politico comunale.
Lo ha fatto ieri Blasioli, che aveva già espresso parere favorevole alla decurtazione del 30 per cento. «Sono convinto», ha detto, «che in un momento drammatico come quello che stanno vivendo tutti i cittadini, sia importantissimo ridurre gli sprechi della politica, partendo da tutti i livelli. Per questo, ho deciso non sono di ridurmi lo stipendio da consigliere comunale, ma di rinunciare totalmente alle retribuzioni dei prossimi tre mesi».
Il consigliere del Pd ha aggiunto: «Siccome non ho intenzione di ridurmi lo stupendio per contribuire ad arricchire i blasonati consulenti del sindaco Mascia, o per inutili sprechi, come ad esempio i tornelli all'ingresso del Comune, ho deciso di trasformare i miei stipendi dei mesi di dicembre, gennaio e febbraio in tre borse di studio da destinare agli universitari che si dimostreranno più meritevoli e bisognosi di un aiuto per proseguire gli studi».
Insomma, Blasioli ha fatto un passo in più del suo collega dell'Idv rinunciando totalmente ai compensi di tre mesi. Ma non li ha destinati ai servizi sociali.
Ieri, sull'argomento è intervenuto anche l'assessore regionale e consigliere comunale di Pescara futura Carlo Masci. «Faccio presente di essere favorevole alla decurtazione dei compensi», ha affermato, «ma non posso seguire l'esempio di Di Nisio, in quanto non percepisco alcuna retribuzione in Comune, essendo consigliere regionale». Masci ha ricordato, in proposito, che «i consiglieri regionali si sono già tagliati del 10 per cento i loro compensi e hanno portato l'età per la pensione da 55 a 65 anni». «Credo che anche il Comune debba fare la sua parte in questo periodo di crisi», ha aggiunto, «ritengo giusto, inoltre, intervenire sulle commissioni, dove con il sistema della doppia convocazione alcuni consiglieri non partecipano alle sedute. E' giusto che percepiscano i compensi solo i presenti». Una proposta del capogruppo Idv Sulpizio va proprio in questo senso.