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Pescara, 08/04/2026
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Data: 20/10/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Nuove tasse in Abruzzo - Stangata sul bollo auto. In arrivo il rincaro del 10%. L'aumento sostituirà l'imposta sulla benzina

Regione. La Giunta vara un disegno di legge. Protesta l'Idv

PESCARA Sotto l'albero di Natale gli abruzzesi troveranno quest'anno un'amarissima strenna: l'aumento del 10 per cento del bollo auto. Il disegno di legge dal nome innocente («Disposizioni in materia di entrate») che confeziona lo sgradito regalo è stato approvato lo scorso 3 ottobre dalla Giunta regionale e si appresta ora a ricevere l'ok del Consiglio. «Qualcuno ricorda le roboanti dichiarazioni del presidente Gianni Chiodi? - domanda polemico il vice capogruppo regionale dell'Idv, Cesare D'Alessandro -. L'anno scorso il governatore prometteva solennemente che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli abruzzesi. Bene, anche se in differita, adesso le mani nelle tasche dei contribuenti Chiodi ce le mette, e pure con gli artigli». Il nuovo balzello, che per la verità sostituisce la tassa sulla benzina, dovrebbe fruttare tredici milioni di euro alle casse della Regione e andrà a sommarsi all'altro salasso sull'auto inflitto nei mesi scorsi a una grossa fetta di abruzzesi: il rincaro dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile. A giugno infatti sono scattati i ritocchi decisi dalle Province; la variazione della Rc auto è stata di 3 punti all'Aquila, dove l'aliquota è arrivata al 15.5, e del 3.5 a Chieti e Teramo, dove si è raggiunta quota 16. Stessa percentuale era stata decisa dalla Provincia di Pescara che però, dopo l'annuncio, si è subito pentita della mini-stangata e ha fatto marcia indietro. Se dal Consiglio regionale arriverà il via libera, l'aumento del bollo decorrerà dal 1° gennaio 2012 e sostituirà l'imposta sulla benzina che era stata istituita a gennaio di quest'anno. Da quella tassa la Regione contava di rastrellare otto milioni di euro con cui rimborsare parte dei duecento milioni anticipati dallo Stato per estinguere i debiti della sanità. In realtà, la benzina non ha garantito i soldi sperati: al 28 settembre scorso, il gettito accertato è stato infatti di appena 3 milioni 586.750 euro, una cifra dunque nettamente inferiore all'importo stimato. Per correre ai ripari la Giunta Chiodi ha deciso di cancellare l'imposta sulla benzina e di introdurre l'aumento del bollo auto, una tassa capace di assicurare il denaro necessario per la rata annuale (13 milioni di euro) di rimborso dell'anticipazione statale di cassa. La Giunta ha fatto due conti: mentre il gettito di tributi legati al consumo della benzina evidenzia nell'ultimo decennio un trend in diminuzione costante, le entrate derivanti dalla tassa automobilistica regionale mostrano una tendenza diametralmente opposta. Quindi addio accise sui carburanti e via libera al rincaro del 10% sul bollo. «Da gennaio le famiglie abruzzesi che per ragioni di lavoro hanno due macchine riceveranno una doppia batosta - commenta Cesare D'Alessandro -. Dopo gli aumenti decisi dal Governo, i ritocchi all'Iva e l'introduzione dei ticket, ci mancava solo questo ennesimo balzello. Ormai, tra tasse e gabelle varie, la pressione fiscale in questo Paese è arrivata al 50%, una percentuale francamente insostenibile». All'esponente dell'Idv replica l'assessore regionale al bilancio. «La Giunta guidata da Chiodi - dichiara Carlo Masci - appena insediata, ha dovuto far fronte a un debito di 360 milioni di euro. Abbiamo sanato il buco con 200 milioni di euro di anticipazione di cassa del Governo e 160 milioni con prelievo dai fondi Fas. Il ripianamento di questo debito costa alla Regione tredici milioni di euro di mutuo annuo, che fino all'anno scorso sono stati coperti con l'accisa sulla benzina e con un taglio di spese per 5 milioni di euro. Adesso abbiamo ritenuto più logico e giusto sostituire la tassa sui carburanti, che gravava sugli abruzzesi in maniera indiscriminata, con l'aumento del bollo: rappresenta un importo certo, è un'entrata che non crea problemi di riscossione e, soprattutto, è una tassa più equa visto che si paga in base alla cilindrata dell'auto. Dal giorno del suo insediamento - sottolinea Masci -, la Giunta Chiodi non ha prodotto un euro di debito. Paghiamo quelli vecchi, frutti avvelenati della politica scellerata degli anni passati. I 13 milioni di mutuo anno dobbiamo versarli per non andare in default. Ma siamo stati noi a invertire la rotta».

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