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Data: 20/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Nuove tasse in Abruzzo - Capodanno amaro, aumenta il bollo auto Da gennaio l'imposta aumenterà del 10%, servirà a pagare altri debiti

Regione. Masci: «Paghiamo i debiti degli altri. Dovevamo farlo, ora toglieremo l'accisa sulla benzina» D'Alessandro: «Smentite le promesse di Chiodi»

PESCARA - Ci risiamo. Come Berlusconi, anche Chiodi si ritrova a non poter rispettare le promesse di inizio mandato di una progressiva riduzione delle tasse per gli abruzzesi: forse è meglio evitare annunci se poi la realtà si rivela tanto cruda da imporre simili cambi di strategia. Stavolta la Giunta regionale ha licenziato un progetto di legge che aumenta del 10% la tassa automobilistica regionale per far fronte all'ennesimo buco dei debiti della sanità. Una bella botta.
Il provvedimento è articolato in due fasi: prima l'abrogazione, dal 1. gennaio 2012, dell'imposta regionale sulla benzina e successivamente, ma di fatto contemporaneamente, l'aumento del bollo auto, dal cui introito la Regione conta di ottenere 13 milioni che andrebbero dritti dritti ad estinguere il mutuo per i debiti sanitari. Il provvedimento dovrà ora passare in commissione consiliare prima di approdare all'aula dell'Emiciclo per l'approvazione: l'iter che si presume movimentato.
Insomma, la Giunta Chiodi e la maggioranza che la sostiene lodano a ogni piè sospinto i risultati ottenuti nel risanamento del bilancio e nell'azzeramento dei debiti sanitari (il 28 ottobre a Chieti è in programma un convegno con il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in cui il governatore illustrerà il passaggio dell'Abruzzo «da regione canaglia a regione virtuosa»), ma si espongono ai rovesci della sorte: nelle ultime settimane prima il taglio del rating di Moody's, poi il disvelamento di un piano sanitario che chiede ai cittadini sostanziose compartecipazioni alle spese dell'assistenza pubblica, ora il balzello del bollo auto.
L'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, espone impavido il petto alle critiche: «Questa addizionale sostituisce l'accisa sulla benzina adottata l'anno scorso per far fronte al debito di 360 milioni accertato appena insediata la Giunta Chiodi, ma relativo al triennio 2004-2006. Quando ci siamo trovati di fronte ad una simile situazione abbiamo coperto il buco di 360 milioni con 200 milioni di anticipazione di cassa del Governo e 160 con prelievo dai Fondi Fas. La copertura di questo debito costa alla Regione 13 milioni che fino all'anno scorso sono stati coperti con l'accisa sulla benzina e con un taglio di spese. Ora, siccome è possibile sostituire l'accisa con un'altra entrata, abbiamo ritenuto più logico ed equo sostituire l'accisa sulla benzina, che gravava sugli abruzzesi in maniera indiscriminata, con l'aumento del bollo auto del 10%. Il bollo è una tassa più equa visto che si paga in base alla cilindrata dell'auto. Ribadisco che i 13 milioni di mutuo derivano dal debito contratto negli anni 2004-2006. La Giunta Chiodi non ha prodotto un euro di debito. Stiamo pagando debiti degli altri, il frutto avvelenato di una politica scellerata. Cosa dovevamo fare? Questo provvedimento è puramente contabile, serve a trovare soldi ristabilendo equità». Sarà, ma ora pagherà anche chi non consumava troppa benzina per salvaguardare il magro bilancio familiare: non c'è più scampo, e il 10% in più sul bollo auto è un bel salasso, altro che.
Irrompe il vice capogruppo dell'Idv, Cesare D'Alessandro: «Chiodi, con congruo anticipo sulle feste, mettere sotto l'albero di Natale una nuova tassa che colpirà tutti gli automobilisti abruzzesi. Qualcuno ricorda le roboanti dichiarazioni di Chiodi per affermare solennemente che, nonostante il nuovo buco, non avrebbe messo le mani nelle tasche degli abruzzesi? Ora ci ha messo gli artigli».
Al di là delle immagini rapaci offerte da D'Alessandro, resta una tassa pesante e antipatica, ennesima sorpresa sgradita di gennaio per gli abruzzesi. Una volta la benzina, una volta il bollo auto: forse sarà meglio indire una raccolta di firme per fare iniziare l'anno, in Abruzzo, direttamente a febbraio.

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