«Alcuni, soprattutto nel mondo dei media, mettendo tranquillamente da parte il codice etico, si scagliano con gioia libidinosa su tutto quello che può offuscare il volto della Chiesa e dei cristiani». Questa volta a parlare non è il vescovo ausiliare Giovanni D'Ercole, ma il vescovo metropolita, Giuseppe Molinari, che non va per il sottile. Il suo giudizio su quanto sta succedendo nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta truffa di 9 dei 12 milioni di euro stanziati per il sociale, (nelle cui intercettazioni telefoniche c'è anche D'Ercole) Molinari lo ha esternato nell'ultimo numero del periodico dell'arcidiocesi Vola. «A costoro - dice ancora l'arcivescovo - l'operato della chiesa, la buona notizia che Cristo, figlio di Dio, è venuto nel mondo ed è nostro salvatore non interessa nulla. Interessa mettere nella massima evidenza le eventuali ombre della Chiesa, vere o presunte. Facilmente si ergono a difensori della giustizia e dei deboli, mentre si appiattiscono sulle piccole povere storie della debolezza umana, censurando gli orizzonti di speranza che il cristianesimo ha aperto agli uomini. Le nostre debolezze ci pesano - (ammette comunque Molinari) - e ne chiediamo perdono a Dio e ai fratelli».
Sull'argomento è intervenuto anche l'assessore regionale Gianfranco Giuliante che in riferimento alle dichiarazioni del sottosegretario Giovanardi (che annunciava sul caso dei "suoi" fondi un'ispezione ministeriale presso gli uffici della Procura e discriminazioni ideologiche) ha parlato di dichiarazioni «ingenerose e saccenti nei confronti della magistratura». Per Giuliante la circostanza che i denari sarebbero stati affidati tramite bandi, rendeva «inopportuno» da parte della politica e delle istituzioni in generale di intessere accordi, alleanze, e pellegrinaggi a Roma per l'accaparramento dei fondi, che dovevano essere elargiti in maniera trasparente. «Mi si vorrà concedere che tale attivismo - lo diciamo sommessamente - (afferma Giuliante) possa apparire inopportuno? In questo periodo di crisi e in un momento in cui la politica ha così scarsa credibilità, sarebbe stato giusto evitare leggerezze così macroscopicamente inutili, ma sarebbe stato vieppiù opportuno evitare vittimismi fuori luogo, sbandierando "verginità" che i fatti smentiscono clamorosamente!».