ROMA Soffiati via, come una bolla di sapone, con buona bace della Lega che ora protesta e minaccia. E' bastata una sentenza del giudice del Lavoro di Roma, Anna Baroncini, per far evaporare i ministeri del Nord, quelli delle Riforme, dell'Economia, della Semplificazione e del Turismo che erano stati «trasferiti» a Monza lo scorso 23 luglio. Il Tribunale ha dichiarato «antisindacale» il comportamento della Presidenza del Consiglio e ha ordinato di «rimuovere gli effetti» della decisione. Traduzione: quegli uffici vanno semplicemente chiusi. Il giudice ha accolto il ricorso dei sindacati e ha dichiarato l'antisindacalità della condotta della Presidenza del Consiglio che avrebbe dovuto coinvolgere le organizzazioni sindacali dei ministeriali prima di procedere all'istituzione delle sedi a Monza.
Soddisfatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «E' un segnale preciso - ha detto - non era necessaria una sentenza del Tribunale per capire come l'apertura di sedi a Monza fosse incongrua e illegittima«La decisione del giudice non può non essere salutata con grande soddisfazione da tutti coloro che hanno a cuore Roma Capitale e la nostra unità nazionale ». Per il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti la decisione della magistratura «blocca l'attacco a Roma ed è l'ennesima sconfitta per il governo Bossi-Berlusconi» mentre il presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha affermato: «Aprire uffici a Monza è stata una trovata mediatica, i ministeri continuano ad operare a Roma e così deve continuare ad essere».
Fra gli esponenti politici Anna Finocchiaro (Pd) ha attaccato pesantemente la Lega: «Dopo il falso federalismo fatto a colpi di tagli agli enti locali - ha sottolineato - anche l'ennesimo regalo concesso alla Lega, cioè l'assurda apertura a Monza di sedi distaccate dei ministeri, si è rivelato per quello che era: una patacca». «Godo» l'unico commento di Francesco Storace mentre il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha bollato la decisione del giudice come «un'interpretazione creativa e molto opinabile». «Bastava un po' di buon senso per capire che la messinscena dei ministeri fantasma a Monza non poteva stare in piedi - dice il segretario dell'Udl, Lorenzo Cesa -. Lo dice con chiarezza anche il Tribunale di Roma e ci auguriamo che questa sentenza suggerisca in primis alla Lega di chiudere una volta per tutte la vicenda». E il segretario dei socialisti italiani Riccardo Nencini lancia questa proposta: «Il governo dovrebbe provvedere a rimborsare gli italiani, che sono stati gli unici a pagare di tasca propria questa inutile propaganda di un partito».
E la Lega che dice? Il leader Umberto Bossi ostenta tranquillità. «La sentenza non ci riguarda ha liquidato il caso Noi non abbiamo spostato nessun lavoratore da Roma. La sentenza va letta bene perché boccia le conseguenze del trasferimento e non l'operazione». Il ministro Roberto Calderoli ha invece spiegato che il ministeri non chiuderanno ma resteranno al servizio del territorio. Reazione a base di insulti invece dall'europarlamentare Mario Borghezio. «E' una sentenza di m... - ha detto Borghezio alla trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio24 -. Roma è la capitale del fancazzo».