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Data: 20/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ecco il nuovo piano Alitalia ricavi 2012 in crescita del 12%

Gourgeon (ex Air France): fermata la holding comune

ROMA - Missione compiuta nel triennio passato. Alitalia punta fino al 2014 a restare ad alta quota, con obiettivi ambiziosi di crescita dei ricavi e dei passeggeri che non necessariamente dovranno portare a un'integrazione con Air France. Anzi, come ha rivelato l'ex a.d. della compagnia francese Pierre-Henri Gourgeon in una lettera di commiato al top management, è stato costretto a lasciare per una serie di motivi: tra questi il suo progetto di «struttura di gruppo» è stato fermato dal comitato nomine di venerdì scorso, quello che ha sancito la svolta al vertice con la nomina di Alexandre de Juniac.
Nel corso di una cena tenutasi lunedì scorso a Milano presso la foresteria di Intesa Sanpaolo con i soci italiani, presente il presidente Roberto Colaninno, Rocco Sabelli avrebbe anticipato alcuni dei punti salienti del nuovo piano industriale 2012-2014 che sottoporrà al consiglio del 26 ottobre. Il top manager nei mesi scorsi aveva manifestato l'intenzione di fare un passo indietro con l'approvazione del bilancio 2011, considerando conclusa la sua missione sotto il profilo economico, del rinnovamento della flotta, miglioramento dei parametri gestionali quali la puntualità e la regolarità. Su queste premesse poggia il piano per i prossimi tre anni. Sabelli avrebbe annunciato alcune significative proiezioni numeriche. Nel 2012 Alitalia punta ad aumentare i ricavi tra il 10 e il 12%. Questo significa che il fatturato dovrebbe superare i quattro miliardi, partendo dalla stima del giro d'affari atteso per la fine del 2011 e che, secondo quanto rivelato da Sabelli, dovrebbe essere confermato: 3,650 miliardi. La crescita sarà frutto di un incremento dei passeggeri previsto almeno in mezzo milione in più. A giugno i ricavi si sono attestati a 1,561 miliardi. Per fine anno, Sabelli ha anche confermato il raggiungimento del pareggio operativo.
Per gli anni successivi al 2012, le previsioni contenute nel piano sono improntate alla massima prudenza, con un incremento dei ricavi fissato al 6%. Naturalmente Cai deve fare i conti con la recrudescenza della crisi che potrebbe lasciare i segni. Alla cloche del vettore dovrà essere individuato un nuovo pilota. Quanto alla possibile integrazione con Air France che possiede il 25% in azioni B, lo scenario torna ad essere aperto. Il lock-up tra gli azionisti italiani scadrà il 15 ottobre 2012 e durante la cena, svoltasi quasi in contemporanea col consiglio della compagnia francese che ha sancito ribaltone il vertice, sarebbe emerso che l'eventuale matrimonio dipenderà se la proposta di concambio dovesse essere considerata favorevole. Ma in realtà a Parigi le cose sarebbero cambiate. «Il Comitato Nomine ha poi dichiarato che ha dovuto fermare lo sviluppo di una struttura di Gruppo (una holding a tre Air France, Klm, Alitalia, ndr)», si legge nel lungo addio di Gourgeon in cui ha ripercorso gli ultimi eventi, «per concentrarsi invece sul recupero di redditività e dei margini richiesto alle due società (Air France e Klm, ndr). Mi rammarico profondamente per questa decisione. Nella mia mente, questa evoluzione sarebbe stato il modo di sviluppare al meglio significative sinergie, attraverso l'implementazione di funzioni di gruppo comuni. Tali sinergie avrebbero potuto contribuire in modo significativo al recupero della performance economica di Air France/Klm. Spero che i leader del gruppo torneranno presto su questa decisione, che credo, creerà un handicap pesante». Nella parte iniziale della lettera l'ex timoniere ha riepilogato la «repentina accelerazione degli eventi» che lo hanno costretto ad uscire di scena: «Non sono in grado di proseguire il mio impegno senza il sostegno del Consiglio e non ho altra scelta che dimettermi», prendendo una decisione «del tutto inaspettata» e «dopo aver visto rinnovato il mio mandato soltanto tre mesi fa».

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