SCAFA. Una prima protesta l'avevano fatta gli studenti, ma non sono stati ascoltati. Così hanno dovuto continuare a stiparsi come sardine, per salire in uno dei due vagoni ferroviari del treno delle 7,30, che li porta alle scuole di Chieti e Pescara.
E riuscire a salire è un successo che non ottengono tutti, perché a volte molti ragazzi restano a terra. I vagoni si riempiono e le porte si chiudono.
Ieri sono scesi in campo i genitori, preoccupati per il rischio a cui vanno incontro i figli ogni mattina, per andare a scuola.
Hanno scritto un documento per far conoscere i disagi fino a oggi patiti e chiedere alla società ferroviaria di «provvedere a garantire un trasporto adeguato e sicuro, come si conviene a chi paga un regolare biglietto. Se a Scafa i vagoni sono già stracolmi», si legge nel documento dei genitori, «che cosa avviene nelle stazioni successive di Alanno e Manoppello? E se durante il viaggio ci fosse una brusca frenata o un altro pericoloso disagio, cosa ne sarebbe dei nostri figli, appiccicati l'uno all'altro, in piedi, nei corridoi, vicino alle portiere e ai wc, per un percorso di circa 30 chilometri?». I genitori suggeriscono il «semplice rimedio di aggiungere una carrozza».
Il documento sarà inviato alla società ferroviaria, al prefetto, al sindaco, Dino Marangoni, e al comandante dei carabinieri, maresciallo Carmine Farina.