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Data: 21/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La manovra in Abruzzo - Corraro: rincaro del bollo contro le famiglie. Le associazioni di consumatori contestano l'aumento del 10% deciso dalla Regione

Piersante dell'Adoc: una bellissima tassa per fare cassa ai danni degli abruzzesi

PESCARA. L'aumento del 10% del bollo dell'auto (leggi l'articolo) «inciderà progressivamente su chi può permettersi di più e quindi è una scelta socialmente più giusta». Così Enrico Mazzareli, portavoce del presidente della Regione, minimizza le critiche dell'Italia dei valori al nuovo balzello deciso dalla giunta a partire dal prossimo 1º gennaio. Ma il rincaro non piace neanche a sindacati e associazioni dei consumatori.
L'aumento è contenuto in una delibera di giunta che dovrà passare al vaglio del consiglio regionale e con cui la Regione intende recuperare i 13 milioni di euro che deve pagare allo Stato per aver ottenuto il prestito di 200 milioni, finalizzato a coprire una quota del debito della sanità.
Il progetto di legge, licenziato dall'esecutivo il 3 ottobre, prevede la sostituzione dell'accisa sul carburante, introdotta lo scorso anno, con il rincaro del bollo.
Critiche le associazioni dei cosumatori e i sindacati. Il presidente dell'Adoc, Luca Piersante, parla di «una bellissima tassa per fare cassa ai danni degli abruzzesi. La Regione si è fatta i conti», afferma, «e sa che una certa cifra entra perché l'aumento colpisce tutte le macchine immatricolate, mentre con le accise le entrate sono volatili».
Alberto Corraro, dell'Adiconsum, è convinto che «ormai le auto siano diventate il capro espiatorio. Su benzina, assicurazioni e bollo si scarica sempre la responsabilità di far quadrare i conti. Tutto questo non fa altro che impensierire ulteriormente le famiglie abruzzesi».
Per la Cgil, infine, il rincaro «è una cattiva sorpresa, inattesa in un momento come questo. A noi non interessa chi abbia contratto il debito», afferma Alessandra Genco della segreteria regionale, «ma tale aumento è l'ennesima mannaia su una situazione di crisi che non si risolve».
Per il capogruppo dell'Idv in consiglio regionale, Carlo Costantini, «Chiodi, quando si tratta di mettere le mani in tasca agli abruzzesi, si ricorda improvvisamente dell'esistenza del Consiglio regionale e pretende che ci metta la faccia, per salvare la sua».
In difesa del presidente di Regione arrivano le parole del portavoce, Mazzarelli, secondo cui «l'Idv e tutto il centrosinistra dovrebbero fare un esame di coscienza e tacere per la vergogna. Sono stati loro a provocare quell'enorme buco che la giunta sta cercando di sanare, incidendo il meno possibile sui bilanci delle famiglie abruzzesi».
«L'aumento del bollo auto», replica il vicecapogruppo Idv, Cesare D'Alessandro, "non è una mera sostituzione dell'accise sulla benzina. La giunta è certa di incassare almeno 13 milioni di euro, mentre il gettito dell'accise sulla benzina è stato di 3,6 milioni. Spacciare questo per una più equa ripartizione degli oneri sulle tasche dei cittadini è davvero mistificatorio e vergognoso, perché gli abruzzesi dovranno pagare in più circa 9 milioni».
A difendere l'aumento del bollo, infine, è intervenuto l'assessore regionale al Bilancio.
«Dobbiamo parlare il linguaggio della chiarezza perché oggi ogni euro disponibile deve essere utilizzato al meglio», ha detto Carlo Masci. «Sui 360 milioni di debito, che ribadisco, si riferisce al triennio 2004-2005-2006, noi siamo costretti a pagare 13 milioni di mutuo annuo, per non andare in default. I numeri sono numeri e non si possono discutere. Una volta accertato nel 2009 dalla Regione Abruzzo l'esistenza del debito di 360 milioni, lo stesso è stato verificato l'anno successivo dal ministero dell'Economia che ci ha chiesto l'immediato rientro per evitare finanziario»
«Per fare fronte a questo debito», ha aggiunto Masci, «abbiamo fatto ricorso a un'anticipazione di cassa di 200 milioni, da restituire in 30 anni con 13 milioni annui di mutuo, e ai Fondi Fas per i restanti 160 milioni».

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