"Una grande mobilitazione che chiarisca l'effetto dei tagli al Tpl". E' questa la proposta del presidente di Federmobilità e assessore alla Mobilità dell' Emilia Romagna, Alfredo Peri, lanciata nell'ambito di un convegno promosso ieri a Roma dall'associazione che raggruppa i maggiori assessorati ai Trasporti.
La manovra finanziaria estiva ha lasciato solo 400 milioni di euro per il finanziamento del trasporto nelle città. Bus, tram e treni regionali che, fino al 2011, potevano contare su 2 miliardi di euro, da gennaio dovranno fare i conti con l'80% di fondi in meno.
"Se tra qualche settimana non succede nulla - ha continuato Peri - dovremmo fermare per un giorno i servizi di comune accordo con le aziende, i sindacati, gli utenti e i consumatori. Solo così sarà chiara la drammaticità delle conseguenze del taglio ai finanziamenti".
Un appello che è stato raccolto anche da altri esponenti degli enti locali. "Non c'è un'adeguata consapevolezza di quello che sta accadendo - ha chiarito Guglielmo Minervini, assessore ai Trasporti della regione Puglia - Penso che sia giunto il tempo di una grande discussione per alzare il livello di consapevolezza dell'opinione pubblica".
"Con tagli di questa proporzione - ha detto Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e mobilità della Lombardia - frutto di una decisione votata nell'ultima manovra, si avrebbero conseguenza gravissime sul trasporto pubblico. Non c'é in gioco un pezzo di welfare che è stato avvantaggiato in passato, ma un settore fondamentale per i nostri cittadini e per lo sviluppo del nostro Paese. E' chiaro che in questo momento ci vuole un intervento tempestivo per rimediare a un possibile danno sconsiderato ad un settore cruciale come i trasporti".
Cattaneo ha concluso sostenendo che una soluzione strutturale per colmare i tagli le Regioni l'hanno individuata e potrebbe essere rappresentata dalla fiscalizzazione delle risorse per il trasporto pubblico locale.