I lavoratori hanno dato mandato alla Rsu di indire una serie di scioperi. Le date possibili sono i primi giorni di dicembre e verso la metà dello stesso mese. Bonaccorsi: si rischia di lasciare a piedi i cittadini per cose accadute un anno e mezzo fa: siamo allo sciopero retroattivo
È finita a tarda ora l'ultima delle tre assemblee indette mercoledì dai sindacati di Ataf al termine della quale i lavoratori hanno dato mandato alla Rsu di indire una serie di scioperi. Le date possibili sono i primi giorni di dicembre e verso la metà dello stesso mese, probabilmente anche nel fine settimana. Per protestare contro il sindaco di Firenze i lavoratori vogliono organizzare, il 29 ottobre, una manifestazione davanti alla stazione Leopolda mentre sarà in corso il «big bang» di Matteo Renzi.
IL DOCUMENTO - Al termine della lunga assemblea serale i lavoratori hanno approvato un documento unitario per dire no alla privatizzazione dell'azienda e «respingere al mittente» le richieste avanzate in una lettera ai dipendenti Ataf dal sindaco Renzi (Leggi l'articolo). «I lavoratori - si legge nel documento - hanno valutato con molta attenzione le rinnovate e più volte replicate richieste di tagli alle normative e agli stipendi, proposte direttamente dal sindaco. Il dibattito si è poi focalizzato sull'assenza di un piano industriale» e «l'inattesa mancanza di progettualità, ha reso chiara la vera capacità di un sindaco che non riesce a concretizzare ciò che platealmente contesta ai suoi predecessori». Il documento spiega che «il fallimento di un sistema politico ha portato a privilegiare l'interesse e il profitto di pochi privati rispetto al bene comune».
BONACCORSI - I lavoratori dell'Ataf «non hanno voluto cogliere l'occasione per mantenere l'azienda pubblica ma adesso scioperano contro l'ipotesi dei privati». Lo afferma il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi. «È stata recapitata - spiega - la lettera di riapertura delle procedure che preludono all'ennesimo sciopero indetto dalla rsu. Leggo che si rischia di lasciare a piedi i cittadini per cose accadute un anno e mezzo fa: siamo allo sciopero retroattivo» mentre «l'altro elemento sul quale poggia l'avvio delle procedure di raffreddamento, è la contrarietà alla privatizzazione: se non sbaglio sono stati proprio i lavoratori, nell'assemblea di ieri sera, a rispedire al mittente la proposta avanzata per evitare la privatizzazione». Bonaccorsi ricorda che «tra le motivazioni per cui si sciopera c'è l'abbattimento della pensilina della Stazione di Santa Maria Novella, demolita nell'agosto 2010, oltre un anno fa». «Infine - conclude - c'è la questione dell'esternalizzazione della mensa: mi spieghino per quale motivo nelle cucine della mensa aziendale vogliono che gli spaghetti siano cotti da una persona che è stata assunta per fare l'autista, invece che da un cuoco di professione».