Via libera all'operazione: "Ma i fondi arrivano nel 2014" Per i trasporti sono stati stanziati più di 31 miliardi di euro Regione soddisfatta
L'ALTA capacità BariNapoli batte il ponte sullo Stretto di Messina: lo dice la Commissione europea che ha inserito l'opera ferroviaria tra i progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee per il periodo 2014- 2020.A Bari esultano un po' tutti. A destra come a sinistra. La prima stoccata è dell'assessore alla mobilità della Regione, Guglielmo Minervini: «La timidezza del governo è stata riscattata dalla determinazione della Commissione europea dove non hanno un approccio leghista». Dal Pdl, l'onorevole Antonio Distaso, ricorda che la decisione di Bruxelles «testimonia che gli impegni assunti all'interno del Piano nazionale per il Sud, fortemente voluto dal ministro Fitto e attuato dal governo Berlusconi, sono credibili ed attuabili». In quel piano, infatti, sono previsti (e si spera diventino disponibili) 800 milioni di euro che serviranno prevalentemente a completare la progettazione delle opere particolarmente complicate anche nella loro realizzazione che impone l'attraversamento appenninico. Per avvicinare Bari e Napoli servono cinque miliardie mezzo di euro. Di questi un miliardo e mezzo, arrivati dal Cipe e da vecchi contratti di programma tra ministero e Ferrovie dello Stato, sta già finanziando i lavori sulla Foggia-Orsara e sulla Napoli-Cancello. Servono altri tre miliardi. Ora che Bruxelles la considera strategica, un punto di snodo sull'asse Helnsinki-La Valletta per collegare l'Europa centrale su un nuovo asse nordsud, è più semplice immaginare che l'opera, tra le quindici individuate in Italia, possa trovare i fondi necessari in quei 31 miliardi che l'Ue ha destinato alle infrastrutture per i trasporti. «È un passo in avanti decisivo - insiste Minervini - perché inserisce la Puglia nella rete dell'alta velocità italiana ed europea. Offre certezza sulla possibilità di ulteriori finanziamenti. Impone tempi serrati e rapidi: un anno dall'erogazione del finanziamento». Esattamente il contrario di quanto avviene in ambito nazionale. Vedi Taranto. La Provincia e i 29 comuni ionici hanno organizzato per il 15 novembre una manifestazione a Roma per protestare contro i tagli decisi da Trenitalia dei collegamenti a lunga percorrenza per Roma, Torino e Milano. Mentre sul trasporto pubblico locale la mannaia governativa rischia di far schizzare «a 6 euro il biglietto di andata e ritorno di un bus urbano - afferma il capogruppo regionale del Pd, Antonio Decaro mentre ne bastano 30 per raggiungere dalla Puglia le principali capitali europee».