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Data: 21/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inchiesta Lavitola - Spadaccini, Lavitola e lo scudo «Ho parlato, lo stanno facendo»

Politici e imprenditori nelle telefonate con il faccendiere

E' fittissima la rete di rapporti tra Valter Lavitola, direttore dell'Avanti e faccendiere di primo piano con i suoi stretti contatti con i personaggi della politica nazionale e soprattutto con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, e il mondo che gira intorno all'imprenditore Giuseppe Spadaccini, imputato per una maxi evasione fiscale da 90 milioni di euro.
Da un'agenda sequestrata a Spadaccini risulta che i due si conoscono almeno dal 2002: un dato che viene confermato indirettamente dallo stesso Spadaccini nel corso di in una telefonata del 2007 quando all'interlocutore dice, riferendosi ad un non meglio identificato finanziatore, che lo aveva conosciuto circa quattro anni prima attraverso Lavitola che gli aveva «presentato insieme a Craxi, gli altri... Cicchitto ecc.».
Sono circa 5.000 le telefonate intercettate e depositate dalla procura al gip per il rinvio a giudizio di Spadaccini, e una grandissima parte riguarda Lavitola: utenze poste sotto controllo proprio per i suoi stretti rapporti con Spadaccini.
Dentro queste telefonate c'è un po' di tutto: un mondo allargato alla politica e all'imprenditoria, tanto che in uno dei rapporti della finanza si legge: «Lavitola mantiene contatti diretti con parlamentari ed alte cariche della Repubblica e si impegna fattivamente per la risoluzione di alcune problematiche con il presumibile fine di poter ottenere vantaggi personali». Aspetto viene fuori anche da alcune telefonate con Spadaccini in relazione, ad esempio, allo scudo fiscale in discussione in quei giorni al Senato. Nella nota della finanza si dice che Spadaccini manifesta nelle telefonate l'intenzione di aderire nel più breve tempo possibile allo scudo fiscale e sollecita Lavitola perché si interessi in quanto «potenzialmente legato a parlamentari della maggioranza affinché influisca nella discussione».
In una telefonata Lavitola dice a Spadaccini: «...senti, due cose. Io ho parlato per quella vicenda di cui tu mi hai accennato e mi è stato risposto che già lo stanno facendo. Ha detto, scusa, ma è matto Spadaccini, già lo stiamo facendo. Che te devo dì?». E Lavitola coglie l'occasione per ricordargli il pagamento del debito residuo del contratto di sponsorizzazione da 3 milioni di euro con L'Avanti: 900 mila euro in favore dell'International press. Lavitola gli dice di provvedere al più presto «... perché io devo tenere a bada questi qua, capito...».
Ma i due hanno legami affaristici che traspaiono da altre telefonate (del 24 settembre 2009). Valter gli dice: «Io ho parlato con quello lì per la faccenda che tu mi hai detto. Cinque, due ecc. E lui mi ha risposto testualmente, ma che è matto il tuo socio. Dico perché. Lo abbiamo già dato l'ok. Boh?...». Spadaccini non riesce a capire e Lavitola gli spiega: «...ti ricordi che tu mi hai detto noi ne abbiamo 5, li vorremmo prendere per l'America, poi quegli altri 5 glieli lasciamo qui ecc...». In un'altra telefonata i due parlano di una transazione dove in primo piano sono la compagnia Itali e la Sorem e Valter propone una scrittura privata unica dettagliandola. Secondo la finanza Lavitola ha interessi un po' dappertutto e in particolare a Lugano, a Londra e soprattutto in Brasile.
Ma anche Spadaccini ha le sue conoscenze. C'è ad esempio una telefonata del 29 settembre 2009 con il parlamentare Italo Bocchino che prende accordi per un volo che deve fare con Cicchitto, Gasparri e Quagliariello: un convegno a Bari e vorrebbero andarci con un Mustang. Poi gli aggiunge di trattarlo bene perché loro, come gruppo di parlamentari, possono fare un ragionamento più ampio e Spadaccini risponde che gli applicherà solo i costi. In un'altra telefonata a una donna, V.B., Spadaccini riferisce che è stato alla riunione sulla Russia e che adesso si sta recando in Senato a fare le altre operazioni. Poi dice che ha visto il sottosegretario il quale gli ha detto che non sa se può andare a cena da lui in quanto non sa a che ora finisce in parlamento.
Ma anche personaggi locali lo contattano come l'imprenditore Vincenzo Angelini che gli dice: «Dovresti chiedere al tuo amico Bertolaso chi è la ditta che fa quegli ospedali da campo, quelli che mettono al G8». Anche l'ex vice presidente della giunta Del Turco, Enrico Paolini, poi nominato da Spadaccini amministratore di una delle sue società, lo chiama per riferirgli del memoriale della ex moglie di Sabatino Aracu, in cui si parla anche di Cicchitto ed altri, che fra l'altro contiene un passaggio che lo riguarda, riferito al fantomatico Rolex regalato alla moglie e gli spiega l'assurdità della cosa in quanto a quel tempo non erano neanche sposati. Poi gli riferisce di essere stato soltanto in un paio di occasioni in Sardegna nella casa di Aracu, ma in maniera amichevole: «... cioè a me mi hanno fatto il c. perché li ho mandati dentro e mo cercano di sporcarmi per fare monnezza...».

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