L'AQUILA - Si rifugia dietro una locuzione latina, «ad impossibilia nemo tenetur», l'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra per ribadire che, di fronte al pesantissimo taglio di risorse, pari all'80%, previsto dal Governo, nessuno è tenuto a fare l'impossibile.
Perché, ripete, il problema è nazionale e solo su tavoli di politica nazionale può essere davvero risolto. «Quel che è certo -confida ancora l'assessore- è che non intendo essere il curatore fallimentare dei trasporti in Abruzzo». E dunque per arginare lo tsunami, come lo definisce lo stesso Morra, che la penuria di fondi rischia di creare a danno della nostra regione, ben vengano le alleanze e le strategie bipartisan.
A cominciare da quella con i sindacati, convocati ieri all'Aquila per discutere insieme il da farsi. Una riunione apertasi con la conferma della drammaticità della situazione, non solo per gli scenari futuri, ma anche per quanto riguarda l'anno che è in corso, visto che da Roma, fino a questo momento, è giunta solo una minima parte dei finanziamenti che erano stati previsti.
Al realismo Morra aggiunge poi l'ammissione che nel Documento regionale di Programmazione economica e finanziaria allestito dalla Giunta regionale il capitolo sui trasporti presenta linee programmatiche insufficienti e non in grado di fronteggiare la situazione di emergenza che si profila con sempre maggior vigore dietro l'angolo. Per questo l'assessore ha deciso di presentare al governatore Gianni Chiodi un documento ad hoc, ad integrazione proprio del Dpef, nel quale saranno delineate le proposte e le iniziative da mettere al più presto in cantiere per accelerare il processo di riordino del sistema abruzzese dei trasporti. Nel contempo, sarà avviato un intendo programma di incontri con sindacati, Comuni, Province e aziende private «per capire insieme -spiega Morra- dove e come intervenire allo scopo di eliminare al più presto gli sprechi e i rami secchi».
Una strategia che è stata condivisa dalla Uil, che per voce del segretario regionale Roberto Campo dichiara di voler chiedere al presidente Chiodi l'inserimento del problema trasporti direttamente nel Patto per lo sviluppo: «Non possiamo permetterci -commenta Campo- di sottovalutare l'impatto che la scure dei tagli determinerà sulla nostra regione, destinata più delle altre a subìre le conseguenze delle pesanti decisioni governative».
La Cgil sollecita invece l'attivazione del Fondo unico dei trasporti, presente, ma solo sulla carta, nei documenti di programmazione regionale, «ribadendo che si tratta di uno strumento indispensabile -sottolinea Mimì D'Aurora della segreteria regionale del sindacato- per portare avanti la razionalizzazione e la programmazione del settore».
Rimangono fuori dalla discussione le polemiche sollevate dal Pd e dai Verdi sulle inadempienze e i colpevoli ritardi della Regione. Come risposta, solo una battuta di Morra: «I ritardi sulla programmazione sono atavici. E' vero che tutto si può migliorare, ma è altrettanto vero che, nel limite delle nostre competenze, abbiamo intrapreso la strada giusta, come dimostra il risparmio di 10 milioni di euro l'anno scorso. Questi sono i fatti, gli slogan strumentali li lascio a chi fa campagna elettorale».