BERGAMO - «CHIUDIAMO UN ANNO nel quale abbiamo dovuto fronteggiare, con una riduzione dei servizi e un doppio incremento delle tariffe, i tagli decisi dalla Regione per il trasporto pubblico locale a seguito dei provvedimenti economici assunti dal Governo. Se, tuttavia, questa situazione si dovesse ripetere anche nel 2012, le condizioni diventerebbero insostenibili». Giambattista Scarfone, direttore generale di Atb e Teb, non nasconde le sue preoccupazioni. Guarda le tabelle del 2011 e snocciola qualche numero: 600mila bus/chilometri tagliati, su un totale di 7 milioni all'anno garantiti in città e nel 28 Comuni dell'area urbana, e due incrementi del prezzo dei ticket tra febbraio e agosto, prima del 10% e poi del 6%. Ma la conclusione è amara: «I dati definitivi non sono ancora disponibili. Emerge però con chiarezza che gli introiti sono al di sotto delle ottimistiche previsioni della Regione» Quindi, che succederà? «Che tali introiti al di sotto delle previsioni non saranno in grado di compensare la riduzione dei trasferimenti che, a livello lombardo, ha pesato per 90 milioni di euro. Questo fenomeno, più che alla riduzione dei passeggeri trasportati, va semmai ricondotto alla scelta, peraltro sostenuta anche dalla nostra azienda, di passare dal biglietto semplice agli abbonamenti, per i quali abbiamo studiato formule convenienti». Resta, però, il problema di che cosa succederà. «Inutile fare finta di nulla. La manovra di agosto ha previsto nuove riduzioni proprio per il comparto del trasporto pubblico. Ora, a Roma, è stato aperto un tavolo di confronto fra le Regioni e il ministro per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto. L'obiettivo è cercare di recuperare ciò che si rischia di perdere ma, ad oggi, non siamo in grado di prevedere quale sarà lo scenario che ci attende». Considera possibile un passo indietro del Governo? «Nella fase che stiamo attraversando, è molto difficile fare previsioni. Sulla carta, per la Lombardia ci sono in ballo 250 milioni di euro. Forse, con un po' di tira e molla, si riuscirà a ridurre un importo simile, che avrebbe un impatto devastante. Io, almeno, debbo augurarmelo. Poi, però, non possiamo nasconderci dietro un dito: se c'è da tagliare, di certo non si va a colpire la sanità». Se il quadro non dovesse mutare, che cosa si rischia? «E' chiaro che i margini per prevedere nuovi aumenti tariffari non ci sono. A questo punto, non si può pensare ad altro che a ulteriori tagli. Ma la posta in gioco è di distruggere un sistema, come quello lombardo, che, con lungimiranza, negli ultimi anni aveva cercato di conformarsi ai modelli europei». Eppure Atb resta un'azienda sana. «Diciamo che, finora, siamo riusciti a far quadrare i conti. Temo però che, per il 2011, almeno Atb Servizi chiuderà in passivo. Poi c'è la questione degli investimenti. Basti, per i cittadini, un solo esempio: con questi chiari di luna è difficile pensare al secondo ramo della tramvia, quello per la Valle Brembana. Eppure la tratta Bergamo-Albino di Teb vanta 3 milioni e 200mila passeggeri trasportati all'anno, un dato, oltretutto, consolidato nel tempo". E, a livello complessivo, la situazione dei viaggiatori di Atb come si configura? «Stiamo parlando, in tutto, di 30 milioni di persone all'anno trasportate che, con ogni probabilità, nel 2011 hanno subito una contrazione nell'ordine dell'1-2%. Ma non dimentichiamo che i tagli al servizio sono stati del 9%. Segno che i criteri scelti per applicarli, e le strategie di monitoraggio adottate, hanno dato i loro frutti».