ROMA - Emma Bonino non ne sapeva nulla. Era (ed è) negli Usa, a New York, per una sessione di lavoro delle Nazioni Unite sui diritti umani. E' lontana fisicamente e da tempo pure politicamente, da un Pannella che l'altra sera ha fatto un coup de theatre dei suoi. Accompagnato da una delegazione composta da due deputati, Rita Bernardini e Maria Farina Coscioni, e dal direttore di Notizie radicali, Valter Vecellio, Pannella è andato a cena a palazzo Grazioli. L'invito sarebbe partito dal premier, che sedeva a tavola assieme a due commensali d'eccezione: il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Cena semplice, chiacchierata piacevole. Dopo qualche ora, i radicali escono. Altri esponenti politici avrebbero tenuto nascosto l'incontro. I Radicali no. Finito l'incontro emettono regolare comunicato stampa e, da mezzanotte in poi, Pannella fa aprire i microfoni di Radio radicale per comunicare a militanti e simpatizzanti la notizia condita da molti particolari. Solo che, sia nei commenti al sito della Radio che sul web la base non ci sta. «Vergognatevi!», si legge on line, «Sei come Scilipoti», azzarda uno, «Sono disgustato» fa un altro. Pannella reagisce usando l'arma dell'ironia: «I Radicali magneno, s'abbuffano, trattano grana a casa e a cena con Berlusconi». Spiega di aver parlato con il premier di amnistia, carceri, legge elettorale e temi etici, e cioè tutti suoi cavalli di battaglia, ma puntualizza: «Noi abbiamo sempre votato contro il governo però c'è un premier che ci ascolta. Vedremo cosa accade».
Non è il solo, peraltro, Berlusconi, ad ascoltare i Radicali. Il ministro all'Agricoltura, Saverio Romano, è stato uno dei primi a farlo, non a caso dopo l'esplosione del primo casus belli tra Radicali e il Pd: il voto di sfiducia individuale rivolto proprio contro Romano, quando i Radicali scelsero l'astensione. Altre avances sono arrivate da Enrico La Loggia. «Basterebbe un'apertura seria sull'amnistia o sulle carceri - dicono nel centrodestra - ed è fatta». I voti della pattuglia radicale (sei deputati, due senatori) fanno gola, specie alla Camera, dove la maggioranza balla tutti i giorni. Del resto, con il Pd il rapporto è finito, consumato, già in soffitta. «Il Pd ci ignora da anni, al massimo parliamo con le segretarie dei segretari di Franceschini e Bersani», attacca Pannella. I deputati radicali si sono autosospesi dal gruppo Pd di cui fanno parte da un anno, ma presto potrebbero esserne espulsi. «Dopo l'ambiguo incontro Pannella-Berlusconi», spiega Antonello Giacomelli, braccio destro di Franceschini, «il rapporto è esaurito». Dal Nazareno ora si fa sapere che Bersani aveva risposto, a settembre, alle richieste dei Radicali con una lettera, invitandoli a un «accordo che tuteli la vostra autonomia o a entrare nel Nuovo Ulivo». Carta straccia, ormai.