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Data: 22/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Consulta: stop ai doppi incarichi niente più sindaci-parlamentari. Nella carica dei multipoltronisti il Carroccio batte tutti. Ma il senatore pdl Stancanelli: al Comune di Catania non rinuncio.

Il limite riguarda le città oltre i ventimila abitanti, convocata la Giunta della Camera

ROMA - Mai più parlamentari e sindaci di Comuni oltre i 20 mila abitanti. L'incompatibilità tra le due cariche è stata decisa dalla Corte Costituzionale, su istanza del Tribunale di Catania, a cui aveva fatto ricorso un cittadino militante del Pd per nulla convinto del fatto che il senatore del Pdl Raffaele Stancanelli, a due mesi dal suo ingresso a palazzo Madama, nel 2008 sia stato anche eletto sindaco della città etnea. Fino ad oggi la materia è stata regolata da una legge del 1953 che non consente a sindaci di città con oltre 20 mila abitanti e a presidenti di Province di essere eletti in Parlamento.
La stessa legge tace però sul percorso inverso - quello cioè riguardante Stancanelli e un altra decina di parlamentari - che alla luce di una elementare logica parrebbe scontato, ma che invece è stato ostacolato, a partire dal 2001, dal centrodestra che ha consentito a suoi esponenti di cumulare le due cariche. Ora la Consulta è intervenuta a sanare quella che - si legge nella sentenza - costituisce «una lesione non soltanto al canone di uguaglianza e ragionevolezza, a tutto vantaggio del parlamentare, ma anche alla stessa libertà di elettorato attivo e passivo». Ponendosi quindi il problema «di verificare la coerenza del sistema», i giudici costituzionali ravvisano la necessità, anche alla luce di precedenti sentenze, che «il parallelismo» tra le due fattispecie «sia assicurato».
La sentenza viene salutata con un coro di soddisfazione dall'opposizione che, oltre a sollecitare i detentori dei doppi incarichi a trarre le dovute conseguenze, con il democrat Marco Follini sottolinea l'urgenza di una legge che regoli «rigorosamente e una volta per tutte» la materia. La Giunta delle Elezioni della Camera potrebbe affrontare la questione già dalla prossima settimana. Appare invece piuttosto tiepida la reazione dei soggetti coinvolti dalla sentenza. Raffaele Stancanelli chiede di «essere messo in condizione di scegliere» tra i due incarichi. Il senatore pdl, che preferirebbe restare sindaco, teme infatti che, essendo stata dichiarata la sua incompatibilità proprio con questo incarico, se scegliesse di rinunciare a palazzo Madama potrebbe in seguito perdere anche il posto di primo cittadino di Catania. Mentre Michele Traversa, deputato e sindaco di Catanzaro, laconicamente dichiara: «Deciderò al momento opportuno. Quando me lo chiederanno».

Nella carica dei multipoltronisti il Carroccio batte tutti

ROMA - Chi piange di più per la fine, ammesso che finisca mai, del bengodi dei doppi o tripli incarichi? C'è di tutto nella lista dei poltronisti multipli - questi Stakanov come Vincenzo Nespoli e il presidente della commissione bilancio del Senato, Antonio Azzollini, parlamentari e sindaci di Afragola e Molfetta, entrambe città con oltre 62.000 abitanti - ma fra il centinaio di infaticabili accumulatori di seggi nazionali e di posti nei Comuni e nelle Province spiccano i leghisti.
Daniele Molgora, per esempio, è un triplettista: deputato, sottosegretario all'economia e presidente della Provincia di Brescia, il cui vicepresidente è un altro deputato, ma pidiellino, Giuseppe Romele. Il sindaco di Pontida, Pierguido Vanalli, è deputato, e se ne vanta: «Ho due incarichi, embè!?». La camicia verde di Gianluca Buonanno, oltre che a Montecitorio, fa mostra di sé al municipio di Varallo (Vicenza) dove il seguace di Bossi è sindaco, ma è anche vicesindaco di Borgosesia. Come primo cittadino, informa il suo sito: «Riceve tutti i giorni». Tutti i giorni? E come fa? Da Varallo a Montecitorio c'è una distanza di 695 chilometri. Magari Gianluca è Superman. E di sicuro non è d'accordo con se stesso. Come mai ha istituito nel suo paese l'assessorato alla dieta - con premi in denaro pubblico fino a 500 euro per i cittadini che avessero perso cinque chili - e lui invece politicamente non vuole mettersi a stecchetto? Intanto al deputato Ettore Pirovano, presidente lumbard della Provincia di Bergamo, le Iene hanno consegnato la sagoma di un sedere di plastica a grandezza naturale. «Un culo bello grosso per stare su due poltrone», ha detto la iena Filippo Roma all'onorevole. E lui: «Ma è un sedere femminile o maschile? Sa, in queste materie io sono un conservatore».
La lista degli incompatibili della Padania potrebbe non finire mai. Decine e decine di sindaci: con un piede nel borgo natio e un altro a Romaladrona. «Sucano 'o latte da due sizze», si direbbe a Napoli. Anche lì però, in Campania, non è che i multi-poltronisti manchino. Tre presidenti di Provincia su cinque sono parlamentari: Luigi Cesaro (Napoli), il senatore Cosimo Sibilia (Avellino) e Edmondo Cirielli (Salerno), quello famoso per aver ripudiato la legge che porta il suo nome (la ex Cirielli è stata infatti ribattezzata).
A Nespoli, uno dei massimi esponenti del doppio incarico, fu affidato in Senato il ruolo di relatore della legge contro i doppi incarichi. Sparita. La manovra economica di quest'estate, la numero uno, di luglio, prevedeva però l'incompatibilità assoluta fra incarico parlamentare e altre cariche elettive. Poi, bozza dopo bozza, s'è arrivati a vietare soltanto l'accumulo del seggio alle Camere con il ruolo di presidente di Provincia (incompatibilità cui non accenna però la sentenza della Corte Costituzionale di ieri) e con quello di sindaco di borghi con oltre 5000 abitanti (e ce ne sono molti, anche nel centrosinistra). Ma nessuno, o quasi, è pronto a rispettare la norma, a cominciare dal sindaco catanese Stancanelli.
Quello dell'imprenditore edile Antonio Iannarilli è un caso strepitoso. Gli manca soltanto la Regione, per il resto ha tutto: deputato del Pdl, presidente della Provincia di Frosinone, consigliere comunale di Alatri, presidente di Ciociaria Sviluppo, società controllata anche dalla Provincia. Avanti così. Giulio Marini, sindaco di Viterbo (59.308 anime e 93 chilometri da Roma), ha accettato la candidatura al Comune a patto di conservate il seggio in Parlamento». E ora come si fa?
Mai come adesso, però, il pluri-poltronista - quello che sta dappertutto, cioè forse da nessuna parte - è un personaggio pericoloso. Almeno per la maggioranza di governo, visti i numeri assai risicati che la sorreggono. Nicolò Cristaldi, simpatico siciliano dai grandi baffoni, sindaco di Mazara del Vallo (50.377 abitanti) fu uno dei 31 assenti, quando il governò si salvo per un soffio nel voto sullo scudo fiscale. Pare che gli abbiano sentito esclamare: «Minchia, mu scurdai!».



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