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Data: 22/11/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Stop agli aumenti, saranno con nuove regole

(ANSA) - ROMA - Strada tutta in salita per Autostrade che punta all'adeguamento dei pedaggi a partire dal prossimo gennaio. Si apre cosi' un nuovo fronte tra la societa' e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che oggi ha impresso un brusco stop sulla strada degli adeguamenti dei pedaggi autostradali che per molte concessionarie, tra cui Autostrade per l'Italia, dovrebbero scattare dal prossimo gennaio. Gli aumenti ''non sono automatici - ha sancito Di Pietro, a margine di un incontro all'Anas -, lo ha gia' detto il Tar nel caso di Strada dei Parchi. Le tariffe vengono stabilite attraverso una variabile che puo' essere positiva o negativa a secondo degli investimenti, la qualita' del servizio e tutto il resto. Questo delta lo discuteremo insieme in modo concordato e condiviso se possibile. Altrimenti, come prevede la concessione, ci sara' un terzo che decide per tutti. La concessione prevede che se le due parti non sono d'accordo vanno da un terzo che si chiama arbitro o giudice che decide per loro''. Intanto, Autostrade ha gia' presentato all'Anas, come previsto dalla convenzione, le proprie richieste di aumento che, secondo indiscrezioni, si aggirano intorno al 2%. Gli aumenti tariffari richiesti da Autostrade saranno valutati ed eventualmente concessi in base alle nuove norme previste dall'articolo 12 del collegato alla Finanziaria, ha detto il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, confermando che ''la societa' ha inviato la sua proposta come previsto dalla formula del 'price cap'. L'Anas sta facendo la sua istruttoria e trasferira' al ministero la sua proposta''. E alla domanda se verranno applicate le nuove regole previste dall'art.12 del decreto collegato, Ciucci ha risposto: ''A mio parere si', visto che e' la legge''. Immediata, la levata di scudi dei consumatori. ''Caro ministro - e' l'appello di Federconsumatori - blocchi questi aumenti e proceda alla riforma delle concessioni. Avra' tutto il nostro appoggio. Lo scorso anno si sono gia' verificati aumenti che avrebbero dovuto essere del 2,8%, invece, attraverso arrotondamenti e recuperi vari, hanno toccato, in diverse tratte, il 10 e il 20%. Sarebbe assurdo che oggi - prosegue l'associazione degli utenti - si procedesse ad un ulteriore ingiustificato aumento incrementando gli utili della societa' Autostrade e penalizzando i cittadini''. Intanto l'Anas mette a disposizione di utenti e cittadini Pronto Anas, un numero telefonico unico (841.148) che dalle 8 alle 20, 365 giorni l'anno compresi Natale e Pasqua, fornira' informazioni e ascoltera' le segnalazioni dei cittadini. Nel sottolinearne l'importanza, Di Pietro ha spiegato che il servizio ''sara' utile anche per risolvere i cosiddetti 'buchi neri', piccole opere che non rendono funzionali le grandi infrastrutture. Vogliamo mettere in condizioni il cittadino di far sentire la propria voce, segnalando tutte queste cose che non funzionano, creando una sinergia positiva tra cittadino e Stato, possiamo cosi' costruire una banca dati per programmare gli interventi mirati sulla rete stradale''. Non solo. Il ministro ha dato indicazioni affinche' ''tutte le segnalazioni che ricevera' l'Anas in ordine all'inefficienza delle concessionarie autostradali dovranno essere formalizzate in contestazioni''. Infatti, ha detto ancora, ''lo scopo principale e fondamentale di Pronto Anas e' fare in modo che la rete stradale e quella autostradale data in concessione funzioni davvero''. Il ministro ha citato l'esempio dei fatti del dicembre 2005 quando ''a causa di eventi atmosferici del tutto prevedibili come la neve a dicembre, Autostrade per l'Italia non ha saputo far fronte all'emergenza, creando un disastro e bloccando l'intero paese. Se fosse gia' stato in funzione tale servizio, previsto da molto tempo nella convenzione tra Stato e Anas, i cittadini avrebbero avuto la possibilita' di fare numerose segnalazioni. Deve finire - ha affermato Di Pietro - questa storia dell'arbitrio assoluto, le concessionarie gestiscono un servizio pubblico, tutte le mattine i lavoratori versano il loro obolo al casello e hanno il diritto di avere un corrispettivo in un servizio efficace e sicurezza raggiunta. Se Autostrade non fa il proprio dovere, la prossima volta al Tar ci andiamo noi'', ha aggiunto Di Pietro riferendosi al ricorso della societa' Autostrade al Tar contro il risarcimento per 330 milioni di euro chiesto dall'Anas in seguito ai disagi del dicembre 2005.

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