Cappelli: «Volevamo evitare che i 12 milioni finissero al sindaco dell'Aquila»
È passato un mese. Trenta giorni fa, Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere furono arrestati dal pm Antonietta Picardi e dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Pescara. Un terremoto giudiziario di cui si continua a parlare e dal quale continuano a uscire fuori aspetti al vaglio dell'organo inquirente. Tra i faldoni di materiale cartaceo sequestrato, c'è anche una lettera (numero di protocollo 27/2011) scritta e firmata su carta intestata della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo onlus dall'arcivescovo Giuseppe Molinari, presidente della onlus, indirizzata a Massimo Aloisi, all'epoca vice prefetto dell'Aquila e capo di gabinetto dello stesso Ufficio: «Egregio dottore, ringraziandola del prezioso e fattivo contributo sinora fornito alla scrivente Fondazione, per le professionalità e conoscenze espresse, le si richiede, cortesemente, di voler accettare e ricoprire l'incarico di segretario generale vicario della stessa. Per l'espletamento delle funzionin connesse all'attività si coordinerà con il segretario generale, il professore Fabrizio Traversi e interverrà più in particolare nella gestione delle funzioni organizzative e amministrative, ivi compresi i rapporti con le autorità locali di settore...».
«Mi fidavo ciecamente di Traversi, il 22 marzo 2010 avevo presentato come Comune capofila un progetto da 4 milioni di euro, redatto sempre da Traversi, il progetto non l'ho confezionato io» è quanto ha invece dichiarato in sede di interrogatorio, Silvano Cappelli, assistito dagli avvocati Ernesto e Massimiliano Venta, qualche settimana fa: «Fui portato in Curia da Traversi, mi hanno portato fisicamente con la macchina, insieme c'era anche Biondi (sindaco di Villa Sant'Angelo), ci hanno fatto sedere, ci hanno spiegato questa cosa. D'Ercole spiegò il concetto di Fondazione su modello tedesco. Ci siamo ritrovati insieme tutti quelli più o meno che non riuscivano a dialogare con il vice commissario (Cialente) ognuno per interessi diversi: la diocesi per interessi nella diocesi, noi come piccoli Comuni, in quel momento politicamente stavamo dando leve su una situazione esplosiva tanto è vero che poi si è dimesso (sempre Cialente), noi volevamo evitare che i 12 milioni se li prendesse Cialente».