L'AQUILA. «Faccendieri, venditori di tappeti e intrallazzatori già noti all'opinione pubblica e alla magistratura per alcune inchieste e molte intercettazioni si affollano alle porte di questa città, che sempre di più attrae figuri e personaggi che sembrano avere in comune soltanto i rapporti stretti e privilegiati con altissimi livelli istituzionali e di potere». A parlare è il segretario della Cgil, Umberto Trasatti, secondo cui «in virtù di tali rapporti, questi personaggi hanno pensato di poter conquistare L'Aquila, diventare i padroni dell'Abruzzo ed utilizzare il terremoto per tornaconti strettamente personali o di gruppi ristretti».
Il tutto, secondo la Cgil «mentre le massime istituzioni nazionali e regionali brillano per il ritardo nella predisposizione di quanto occorre alla ricostruzione e al rilancio delle zone colpite. Nel frattempo, per stare sul concreto, i dati relativi al mese di settembre diffusi dall'Inps ci dicono che in provincia si sono superate 6 milioni di ore di cassa integrazione. A queste ore corrispondono 3.891 lavoratori in cassa integrazione. Inoltre 1.377 lavoratori sono in mobilità, mentre altre 3.779 persone percepiscono il trattamento di disoccupazione. Tutto ciò vuol dire che in provincia 9.047 lavoratori e lavoratrici beneficiano di un ammortizzatore sociale, di questi oltre 5.000 hanno già perso il lavoro, mentre gli altri rischiano di perderlo nei prossimi mesi. A conferma di ciò, la cassa integrazione straordinaria e la cassa in deroga crescono nel settore industriale rispettivamente del 52,6% e del 289% rispetto all'anno precedente». La Cgil ritiene ormai urgente «che le istituzioni nazionali e regionali, invece di spargere ottimismo e vendere promesse, mettano in campo le iniziative e i finanziamenti necessari a dare gambe e concretezza alle misure più volte condivise e annunciate».