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Data: 23/10/2011
Testata giornalistica: La Gazzetta del Sud
Atm, ricorso contro il Consiglio E dopo la Cgil anche l'Orsa boccia la delibera dell'Amministrazione

Il direttore generale dell'Atm, Claudio Conte, ha deciso di inoltrare al Commissario dell'Azienda, Santi Alligo, la richiesta per avviare il ricorso contro la bocciatura dei consuntivi 2007 e 2008 da parte del Consiglio comunale. Secondo Conte, infatti, la bocciatura sarebbe ingiustificata, in quanto il Collegio dei Revisori dei conti dell'Atm aveva espresso parere favorevole. Il dg aveva già presentato la stessa richiesta per la bocciatura del consuntivo 2006, ma in quell'occasione non se ne fece nulla. Adesso torna all'attacco.
E lo fa anche nelle tre pagine di relazione tecnica al bilancio di previsione 2011. «È di tutta evidenza - scrive Conte - che il presente documento, per i motivi fin qui esposti, presenta l'evidente connotazione di mero adempimento formale dovuto ai sensi del vigente statuto. Ciò in quanto si è di fatto determinata negli ultimi anni una "impossibilità a gestire" anche, o forse soprattutto, dovuta alle anomale procedure osservate dal Comune di Messina con riferimento alla trattazione dei Bilanci consuntivi Atm per l'anno 2004 e seguenti, nonostante i reiterati chiarimenti chiesti dal Comune e sempre forniti dall'Azienda, ma mai riscontrati. In dipendenza della omissione delle naturali determinazioni che dovevano seguire i provvedimenti assunti (a volte a distanza di lunghi anni) in ordine ai bilanci, l'Azienda è stata tenuta nell'indicato periodo nella assoluta impossibilità di poter pianificare alcunché non solo sul medio-lungo termina, ma addirittura anche sul breve termine. Con le conseguenze ben note ed evidenti».
Conte non alza il piede dell'acceleratore, confermando ciò che anche in altre occasioni ha già sostenuto. «Nonostante ciò - conclude il dg - e a dispetto delle gravissime difficoltà gestionali così generale, l'Atm dal 2004 eroga ancora e comunque servizi, anche se oggi davvero ridotti a livelli minimali, a causa del progressivo soffocamento».
Acque quindi ancora agitate in casa dell'Azienda Trasporti Messina. Ma non potrebbe essere diversamente, visto il periodo. A bocciare la nuova architettura immaginata dall'esecutivo Buzzanca nei giorni scorsi era stata la Cgil, con il leader della Filt, Pino Foti, il quale scorge «improvvisazione e pressappochismo oltre al pericolo di svendere la parte remunerativa dell'azienda».
Ieri è arrivata anche la dura nota dell'Orsa, a firma del segretario generale, Mariano Massaro; del delegato Tpl, Sergio Crisafulli; e del segretario aziendale Giovanni Burgio. «Nonostante fosse in atto un confronto fra l'Amministrazione Comunale e le organizzazioni sindacali - scrivono i tre - volto a definire un percorso propedeutico al rilancio dell'azienda di trasporto pubblico, siamo costretti a registrare l'ennesimo scatto in avanti della Giunta che snobbando il confronto con le parti sociali ha partorito, in modo unilaterale, l'ennesimo atto di indirizzo che nella sostanza ricalca la delibera iniziale già ritirata dal sindaco Buzzanca. Per quanto ci è dato sapere, nella nuova delibera si continua ad ignorare l'esito referendario che prevede la gestione pubblica dei servizi essenziali, l'atto di indirizzo dell'Amministrazione insiste nel prevedere privatizzazione ed esternalizzazioni dei servizi con il chiaro intento di trasferire a terzi la parte produttiva dell'azienda riversando sul costo sociale l'enorme debito accumulato negli anni e i carrozzoni improduttivi che insistono in via Bonino».
Non mancano dunque gli affondi al veleno. «Lo zelo con il quale la Giunta continua a sostenere l'esigenza di esternalizzare i servizi rimunerativi - continuano - conferma l'annoso sospetto di pressioni da parte di soggetti interessati a ricomporre il vecchio sistema che consegnava a privati la gestione di risorse produttive quale Ztl e i parcheggi. Non è un mistero per nessuno che tali servizi erano gestiti privatamente da cooperative guidate da personaggi che oggi orbitano nel Consiglio Comunale, pertanto, ci sia consentito sospettare che la solita regia dietro le quinte possa avere l'intenzione di ricomporre le dinamiche che riempivano le casse private accollando i debiti sul groppone dell'Azienda Madre. In sede di confronto il fronte sindacale aveva posto come pregiudiziale il mantenimento di tutti i servizi attualmente gestiti dall'Atm, il capoverso della delibera che prevede il riassorbimento di tutti i lavoratori nella "New-Co" non ci tranquillizza affatto se in seconda battuta gli stessi rischiano di essere consegnati allo sfruttamento delle cooperative gestite dei soliti "amici" con il sistema del trasferimento di ramo d'azienda.

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