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Data: 23/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«Idee deludenti sul decreto sviluppo» L'accusa di Marcegaglia al governo. Berlusconi: ho parlato con la Merkel, l'ho convinta. Il Cavaliere: «Non rispondo a ragazzotti» Tremonti rispolvera il «piano per il Sud

ROMA. «Le ipotesi sul decreto sviluppo sono deludenti. Il governo faccia bene e subito le cose che deve fare altrimenti saremo commissariati dall'Europa». Emma Marcegaglia torna a sferzare Palazzo Chigi. E Berlusconi, dal vertice del Ppe di Bruxelles, risponde che «sono in arrivo cento agevolazioni» per stimolare la crescita. Il presidente del Consiglio spiega ai giornalisti di aver rassicurato la Merkel sul pareggio di bilancio nel 2013 e sulla validità delle misure italiane. Berlusconi parla anche di Bini Smaghi e delle pressioni francesi perché si liberi il posto nel board della Bce. «Spero capisca e si dimetta per il bene del Paese».
La cornice da dove partono i nuovi colpi è quella del convegno dei giovani imprenditori a Capri, dove la presidente di Confindustria lancia un ultimatum a palazzo Chigi: «Il tempo è scaduto. Chiediamo al governo di non fare piccole cose, ma di avere il coraggio di fare grandi riforme senza rimanere bloccati a problemi elettoralistici». Ad ascoltare, in prima fila, c'è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che è l'unico politico invitato al convegno e dice subito di essere d'accordo con gli industriali sulla necessità di «puntare sulla crescita» e di fare «rapidamente» il provvedimento sullo sviluppo.
Davanti ai giovani imprenditori, la Marcegaglia chiede un applauso per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano («E' un punto di riferiomento per tutti noi») e va giù dura con il governo. Spiega che le misure per lo sviluppo «non possono essere varate a costo zero», chiede al premier di avere la «capacità» di decidere le cose che servono ed auspica che il decreto sviluppo contenga le riforme: «Se non le avrà, credo ci sarà una grande responsabilità da parte del governo perché senza riforme il paese rischia molto».
La leader degli industriali, insomma, non fa sconti. E se il segretario del Pdl, Angelino Alfano, mette le mani avanti e spiega che il governo «non può risolvere i problemi con la bacchetta magica» (e Berlusconi replica di «non voler rispondere a ragazzotti»), la Marcegaglia risponde che bisogna fare le «scelte giuste» e ricorda che non spetta agli industriali dire se «occorre un nuovo governo oppure no».
Riuscirà il Cavaliere a rassicurare l'Europa? Difficile immaginarlo anche perché il viaggio di Berlusconi rischia di trasformarsi in un nuovo litigio pubblico con Tremonti, che ieri è arrivato a Bruxelles prima del premier e, con una semplice telefonata al presidente della Commissione europea Barroso, ha lanciato un piano straordinario di sviluppo per il Mezzogiorno basato su una «radicale revisione strategica dell'uso dei fondi strutturali comunitari». Il che vuol dire a costo zero. «Al Sud non c'è lo sviluppo ma ci sono i fondi strutturali comunitari, per cui non servono risorse aggiuntive» spiega il portavoce di Tremonti.

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