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Data: 23/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi a colloquio con Merkel «L'ho convinta sulle nostre misure» Il premier si schiera con la Germania e si dice pronto a rivedere le pensioni

A cominciare da quella delle pensioni di anzianità che, se non ci fosse il niet della Lega, permetterebbero al governo di fare cassa e predisporre un piano per lo sviluppo non a costo zero.
E' per questo che Berlusconi, al termine del vertice del Ppe che si è tenuto ieri sera nell'umidissimo castello di Meise, ha sostenuto di aver «convinto la Merkel» dopo «un lungo colloquio». Un faccia a faccia, avvenuto a margine dell'incontro dei capi di stato e di governo del Ppe, nel quale il Cavaliere ha ribadito il pieno sostegno alla linea tedesca che punta ad un taglio drastico dei valori dei bond greci e che accolla alle banche creditrici della Grecia un onere intorno al 40%. Un fardello che gli esposti istituti francesi rischiano di non riuscire a sopportare senza subire un colpo al loro rating al quale potrebbe seguire un declassamento della Francia sui mercati mondiali. Sarkozy resiste, spinge per un ruolo maggiore del Fondo Salva Stati, ma la Germania ha dalla sua buona parte dei paesi dell'Eurozona e un'opinione pubblica stanca di vedere utilizzato denaro pubblico per salvare le banche. L'Italia, visto il colloquio di ieri sera, sta con Berlino e oggi in consiglio Europeo spiegherà perché occorre ridurre la quota d'intervento pubblica. In tarda serata sono circolate voci che smentivano l'incontro con la Merkel.
Schierarsi con la Germania serve a Berlusconi per tentare anche di ammorbidire le richieste di Bruxelles sul fronte della crescita. Su questo punto il Cavaliere ha sottolineato alla cancelliera che «abbiamo già messo a punto proposte e cento agevolazione». Soprattutto che «l'Italia non si è mai tirata indietro. Noi - ha aggiunto il presidente del consiglio italiano - abbiamo fatto sinora tutto ciò che ci è stato chiesto dall'Europa. A cominciare dalla approvazione a tambur battente di due manovre di correzione dei conti». «Manterremo l'impegno al pareggio di bilancio e siamo pronti a fare altro, come la riforma delle pensioni se ci verrà chiesto - ha aggiunto dicendosi certo di arrivare al 2013, - ma non l'impossibile, altrimenti poi ve la vedete con certa sinistra che ha già contestato la lettera che ci è stata inviata».
Sperimentati, con scarso successo, la fattibilità di altri provvedimenti in grado di drenare risorse da utilizzare per la crescita, Berlusconi è quindi tornato alla proposta iniziale, condivisa da tutti, esclusa la Lega. Il Cavaliere (che liquida le critiche di Confindustria, come «dichiarazioni di ragazzotti industriali») è però convinto che davanti ad un'esplicita richiesta dell'Europa, l'alleato lumbard chinerà la testa anche sulle pensioni d'anzianità. Più o meno la stessa cosa che il Cavaliere si augura faccia Bini Smaghi dimettendosi dal board della Bce. Rientrato in albergo a tarda sera, Berlusconi ha spiegato che ne parlerà oggi con Sarkozy e si augura che «Bini Smaghi capisca la situazione e che essendo stato nominato dal governo senza passare per elezione o concorso, se il governo gli chiede di dimettersi capisca che questo è suo dovere farlo per il bene del Paese».

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