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Data: 24/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ultimatum Ue, l'Italia come la Grecia. Entro mercoledì misure su debito e crescita. Sarcasmo di Merkel e Sarkozy su Berlusconi (Guarda il video)

MILANO. E' stata l'Italia al centro del Consiglio europeo di ieri a Bruxelles. Il vertice ha segnato una svolta e non è stata una conclusione certamente piacevole: il nostro Paese è considerato alla stregua della Grecia un super sorvegliato speciale, e al premier Berlusconi è stato comunicato un diktat secco: entro mercoledì deve presentarsi con le misure richieste da Bruxelles in termini di riforme e liberalizzazioni. Ma il presidente del consiglio italiano, che è uscito scurissimo in volto dall'incontro con Merkel, Sarkozy e Van Rompuy, sino alla tarda serata non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Che la situazione fosse precipitata ieri lo si è capito al diciottesimo minuto di una conferenza stampa congiunta di Merkel e Sarkozy che rappresenta lo strappo definitivo alla diplomazia europea certificando, se ancora ce n'era bisogno, che l'Ue è sotto la guida di Francia e Germania.
«Siete stati rassicurati da Berlusconi?» domanda una giornalista francese. Nicolas Sarkozy tace un attimo e poi, con un sorriso un po' imbarazzato e un po' di sufficienza, a testimonianza della scarsa considerazione di Francia e Germania per le proposte presentate dal premier italiano, si rivolge ad Angela Merkel e poi calca, senza mai citare Berlusconi, sul giudizio più sfumato della cancelliera: «Eravamo assieme in questo incontro e abbiamo fiducia nel senso di responsabilità delle istituzioni italiane, politiche, economiche e finanziarie», si limita a rispondere Sarkozy. Altro che fondo salva-Stati o accordo sulla ricapitalizzazione delle banche, soprattutto dopo la svalutazione dei bond ellenici: al centro del vertice di ieri sono stati l'Italia e i suoi ritardi nel mettere in campo le misure ritenute necessarie. Ed è ancora Sarkozy a lanciare un siluro nei confronti di Roma, complice sicuramente l'irritazione francese per le mancate dimissioni di Bini Smaghi dal board della Bce: «Io e la cancelliera Merkel abbiamo incontrato Berlusconi e Papandreou per ricordargli le responsabilità che hanno e le decisioni che devono prendere». Parole durissime anche perché pochi minuti dopo Sarkozy ha promosso a pieni voti Madrid: «Per quanto riguarda la Spagna - ha sottolineato il presidente francese - grazie agli sforzi di Zapatero ed al senso di responsabilità dell'opposizione di Mariano Rajoy, non è più in prima linea». Anche la cancelliera non si è risparmiata: «L'Italia è un Paese molto forte economicamente parlando, ma è anche un Paese fortemente indebitato e l'esposizione debitoria deve essere ridotta in modo credibile e sostenibile nel corso di pochi anni: questa è l'attesa che abbiamo riguardo all'Italia». Se la Merkel ha usato parole nette, ma espresse in un quadro più diplomatico, il neo mister euro, Van Rompuy, è stato molto esplicito: «Al premier Silvio Berlusconi abbiamo chiesto rassicurazioni perché l'Italia attui le misure che ha promesso. Messieur Berlusconi ha tre giorni di tempo», ha detto il presidente dell'Eurogruppo, «lo abbiamo sollecitato telefonicamente, lo abbiamo ribadito durante gli incontri odierni: vogliamo che ci rassicuri che le misure coraggiose che sono state prese, sul bilancio, la riforma del mercato del lavoro, della giustizia, le privatizzazioni, la lotta all'evasione fiscale, siano attuate in tempi rapidi». Al premier «abbiamo chiesto più dettagli ed il calendario» di queste riforme, ha detto ancora il presidente del Consiglio europeo. «Nei prossimi giorni, lavoreremo mano nella mano perché gli altri membri dell'Ue e dell'eurozona siano rassicurati che l'Italia attuerà quello che ha promesso - ha insistito ancora Van Rompuy - Bisogna rassicurare gli investitori e gli altri Paesi membri».
La richiesta dei vertici europei è quindi un vero e proprio ultimatum: entro mercoledì, quando ci sarà il nuovo consiglio europeo, l'Italia deve approvare nuovi provvedimenti come sollecitato nei giorni scorsi dal commissario agli affari economici Olii Rehn. I prossimi tre giorni saranno dunque cruciali, sia per le misure che dovranno essere messe a punto, sia per evitare che si scateni la speculazione: occhi quindi, prima di tutto, allo spread tra Btp decennale e Bund tedesco, che venerdì scorso era tornato sopra l'allarmante soglia dei 400 punti. Ma l'attenzione sarà focalizzata anche sull'asta del Tesoro che proprio mercoledì 26 ottobre metterà sul mercato Bot e Ctz per oltre 10 miliardi di euro (8,5 miliardi di Bot e 2 miliardi di Ctz). La classica cartina al tornasole che misura la fiducia dei mercati nei confronti di un Paese che da ieri è stato messo sullo stesso piano della Grecia.

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