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Data: 24/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«I festini? Un'invenzione» Il Cavaliere: i pornomagistrati devono chiedermi scusa. Nell'ultimo libro di Bruno Vespa il premier contrattacca sul bunga bunga

ROMA. Il bunga bunga era un modo per dire «facciamo quattro salti», ad Arcore si svolgevano solo cene eleganti. Silvio Berlusconi, intervistato da Bruno Vespa per il suo ultimo libro "Questo amore", ribadisce gli elementi della sua autodifesa e anzi rilancia le accuse contro i nemici di sempre: riferendosi ai presunti festini infatti il premier sostiene che «non c'è nulla, assolutamente nulla di quel che ho fatto che non rifarei. Devono scusarsi i pornogiornalisti e i pornomagistrati che mi hanno ricoperto di calunnie».
Berlusconi poi dà spazio ai sentimenti religiosi, sempre per negare di aver voluto offendere i cattolici nelle sue cene con ospiti femminili e dicendosi dispiaciuto del fatto che «le versioni fornite dai giornali di alcune cene svoltesi in casa mia abbiano potuto turbare i sentimenti di qualcuno. Ma io, cattolico, ho avuto sempre un profondo rispetto per la religione e per la sensibilità di chi la pratica. Vivere la religiosità - spiega - per me non significa solo avere una chiesa nella casa di Arcore, in cui si sono celebrati matrimoni, funerali e battesimi di miei congiunti, né sentirsi al sicuro per le preghiere di otto zie suore di Maria Consolatrice. Le mie radici si saldano in quei valori cristiani e quindi umani con i quali sono cresciuto in famiglia e nell'ambiente ecclesiale della scuola salesiana, e che poi ho trasmesso ai miei figli. Figuriamoci, dunque, se posso permettere che in casa mia si compiano atti blasfemi».
Insomma, come sempre tutto inventato da toghe rosse e giornali di sinistra, compresi gli approcci saffici e i travestimenti da suora, che ad esempio avrebbero visto protagonista la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti. «Ma quali approcci! - ringhia Berlusconi - Chi ha raccontato cose di questo genere deve aver avuto qualche buon motivo per inventarsele». E comunque «non c'è mai stato in modo assoluto alcun atteggiamento che potesse offendere chicchessia e tantomeno la nostra religione».
Intanto oggi Silvio Berlusconi torna al Palazzo di Giustizia di Milano per il processo Mills. In programma l'interrogatorio in videoconferenza da Londra dell'avvocato inglese, in passato suo coimputato per corruzione in atti giudiziari.
Ma l'udienza cruciale è quella fissata per venerdì prossimo, giornata che il collegio dedicherà all'esame di Berlusconi. Mentre Niccolò Ghedini sabato aveva liquidato con un «dobbiamo ancora decidere» l'ipotesi che il presidente del Consiglio si sottoponga all'interrogatorio, qualche ora più tardi è stato lo stesso premier da Bruxelles a chiarire: «Penso di sì, e comunque farò delle dichiarazioni».

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