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Pescara, 12/04/2026
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Data: 25/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni sopra la media nazionale. Rapporto Inps: in Abruzzo 90 assegni di vecchiaia ogni mille abitanti

PESCARA. In un'Italia spaccata in due sul fronte previdenziale, con pensioni di anzianità al Nord e assegni sociali e invalidità civili al Sud, l'Abruzzo fa registrare un sostanziale equilibrio tra i due dati: le pensioni di anzianità, infatti, sono in media 57,7 ogni mille abitanti e quelle di invalidità 57,4. E' quanto emerge dai dati dell'Inps.
I dati regionali (riassunti nella tabella a sinistra) sono tutti al di sopra della media nazionale. Spiccano, ad esempio, quelli relativi alle pensioni di vecchiaia: 121.608 assegni erogati, cioè 90,6 ogni mille abitanti, a fronte degli 86,9 nazionali. Seguono le pensioni di reversibilità (96.028 trattamenti pensionistici) che sono 71,5 ogni mille persone, contro la media nazionale di 62,6. Le 57,7 pensioni di anzianità ogni mille abitanti, invece, equivalgono a 77.482 assegni, mentre la media nazionale è di 63,2. I 57,4 assegni di invalidità, infine, equivalgono a 77.089 pensioni. In questo caso la media dell'Italia è di 45,9 ogni mille persone.
A livello provinciale, spicca nell'Aquilano, in linea con l'andamento demografico della zona, il dato relativo alle pensioni di vecchiaia: con 33.822 assegni erogati, pari a 109,2 ogni mille abitanti, si tratta della più alta media della regione e tra le più alte a livello nazionale.
Pur trattandosi di un tema delicato come quello della previdenza, i dati non preoccupano i sindacati abruzzesi, secondo cui tali cifre riflettono la situazione della regione. Il segretario della Cisl, Maurizio Spina, parla dell'Abruzzo come di «una regione di mezzo anche su questo versante» e sottolinea la necessità, in materia di invalidità, di «maggiori controlli per punire i furbi e sostenere chi è veramente invalido». Spina si sofferma poi sulla media delle pensioni di vecchiaia, che è più bassa del centro Nord, «a indicare una occupazione stabile arrivata con maggior ritardo». Sottolineando che «molto è stato fatto per la riforma delle pensioni», il segretario Cisl è convinto che «si possano valutare aggiustamenti, ma a condizione che la politica dia l'esempio e che gli interventi servano non a far cassa, bensì a migliorare le pensioni esistenti».
Sandro Giovarrusso, della segreteria regionale Cgil, parla di una «regione centrale sotto tutti i punti di vista e quindi anche nell'equilibrio tra pensioni di anzianità e invalidita». Secondo le proiezioni, inoltre, nei prossimi anni aumenteranno gli assegni di anzianità, «perché sono sempre di più le persone con una lunga carriera lavorativa».
Anche il segretario regionale della Uil Pensionati, Gianni Orsini, parla di «dati che riflettono la regione che siamo" e spiega che «il numero delle pensioni di invalidità è elevato perché fino agli anni '90 venivano erogate in quanto previsto dalla legge».

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