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Pescara, 15/05/2026
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Data: 22/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Voli da Roma dirottati a Pescara. Lo scalo ha accolto 500 passeggeri che sono stati riportati nella capitale a bordo di otto pullman

Falso allarme bomba a Ciampino, scatta il piano di sicurezza

SAN GIOVANNI TEATINO. Ciampino chiama Pescara e scatta il piano d'emergenza.
Tre voli da tutto esaurito della compagnia Ryanair, per un totale di cinquecento passeggeri, sono sbarcati ieri mattina all'aeroporto d'Abruzzo in seguito all'allarme bomba, rivelatosi un falso, che è stato lanciato nel secondo aeroporto della capitale dove sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza straordinari. L'emergenza, che è stata considerata cessata a metà mattinata, è stata causata da una telefonata anonima che aveva annunciato la presenza di un ordigno a bordo di un aereo cargo della compagnia aerea Mediterranea che era diretto a Malta. Ma dai controlli effettuati non è emerso nulla di anomalo. Durante l'allarme, però, dallo scalo romano sono stati dirottati tre voli all'aeroporto d'Abruzzo. La Saga, la società di gestione, ha allestito in fretta e in furia otto pullman che hanno provveduto a trasferire i passeggeri a Roma, da dove poi hanno preso altri voli per raggiungere la loro destinazione.
«Abbiamo raccolto l'allarme di rimando e abbiamo applicato il nostro piano d'emergenza che ha funzionato alla perfezione», sostiene il direttore della Saga Gianfranco Stromei. «I voli dirottati nel nostro scalo sono stati tre e i passeggeri sono stati assistiti dal loro sbarco alla loro partenza e trasportati a bordo di otto pullman. Si è trattato di un falso allarme ma i dirottamenti per motivi tecnici, nel nostro scalo, sono piuttosto frequenti anche da altri aeroporti come quello di Ancona. Anche stavolta la macchina organizzativa ha funzionato bene e questo costituisce una garanzia per i viaggiatori. L'unico disagio, per loro, è stato il ritardo».
Alcuni giorni fa l'aeroporto pescarese aveva subìto l'"invasione" di un gruppo di passeggeri dirottati in pullman da Ancona a Pescara perché l'aereo non poteva atterrare nello scalo marchigiano a causa del maltempo. Tuttavia la comitiva era arrivata in ritardo, quando l'aereo era già ripartito.

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