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Data: 26/10/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Cgil, Cisl e Uil unite nel no a interventi sulle pensioni

Sulle pensioni il Governo deve fare i conti con il "no" del sindacato. Cgil, Cisl e Uil - sia pure con accenti diversi - sono contrarie ad un intervento sulla previdenza.
A criticare apertamente l'operato dell'Esecutivo non è più la sola Susanna Camusso che, ancora ieri, ha sollecitato l'uscita di scena del premier Berlusconi. Il clima è cambiato anche con gli altri due leader sindacali. Raffaele Bonanni è favorevole ad una grande coalizione, un governo di unità nazionale che traghetti il Paese fuori dalla crisi. Mentre per Luigi Angeletti, che ha indetto venerdì lo sciopero dei dipendenti pubblici, «se il Governo non riesce a fare le riforme necessarie è meglio andare al voto». Ieri la leader della Cgil, è intervenuta sulle indiscrezioni che arrivavano da Palazzo Chigi: «Ogni giorno di più questo governo è un danno - ha detto Camusso -. È bene che se ne vada perché siamo commissariati da Bruxelles. Con questo governo la parola riforme ritengo sia una associazione non possibile». Bersaglio della Camusso i ventilati interventi sulle pensioni e i condoni che «incentivano l'evasione fiscale facendo pagare di più quelli che già pagano», mentre «non si toccano i vitalizi e le grandi ricchezze».
La Cisl, che ieri ha riunito l'Esecutivo fino a tarda sera, ha confermato le grandi preoccupazioni per il quadro economico del paese, insieme al giudizio critico per la debolezza del Governo e la mancanza di interlocuzione. Sulle pensioni la Cisl attende di conoscere nel dettaglio le mosse del governo: Raffaele Bonanni aveva espresso disponibilità a ragionare di questo tema, a condizione che prima si aprisse il confronto sulla riforma fiscale, sull'introduzione della patrimoniale (ad eccezione di chi ha una sola abitazione), la dismissione del patrimonio pubblico, la riduzione dei livelli amministrativi e dei costi della politica, lo sblocco delle infrastrutture e delle nuove fonti di energia, le liberalizzazioni. Quanto alla Uil, ieri ha riunito la segreteria: «Siamo contrari a interventi sul sistema previdenziale volti a fare cassa», ha detto Domenico Proietti, secondo cui «il nostro sistema pensionistico è sostenibile, come più volte dichiarato dal Governo e dalle istituzioni europee». Per Proietti «far pagare la mancata riduzione dei costi della spesa improduttiva ai lavoratori è profondamente ingiusto».
In controtendenza sulle pensioni Giovanni Centrella (Ugl): «È un grande sacrificio, uno degli ennesimi, imposti dalla crisi ai lavoratori, tuttavia se serve a salvare l'Italia e l'Europa può essere accettato, purché i prossimi provvedimenti contengano elementi di equità».

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