I presidenti e direttori delle aziende di trasporto pubblico locale del Veneto hanno illustrato oggi i numeri della crisi ed annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro i tagli della Regione Veneto
Di seguito pubblichiamo il comunicato integrale di Confservizi Veneto.
"La ventilata situazione di crisi del settore del Trasporto Pubblico Locale con la prospettiva che i bilanci societari delle aziende di TPL al 31 dicembre chiuderanno con forti passivi è diventata certezza - si legge in un comunicato di Confservizi Veneto -. L'ultima rilevazione eseguita e completata proprio questa settimana non lascia dubbi di sorta. Mancano all'appello i 30 milioni di euro che la Regione Veneto doveva distribuire alle aziende (sia pubbliche che private), dei quali sembrava che in sede di assestamento di bilancio ne venissero stanziati circa 15milioni. Siamo ormai a fine ottobre, l'assestamento di bilancio non si vede, ma le aziende o chiudono o svolgono il servizio con tagli conseguenti.
Le aziende di TPL del Veneto hanno già tagliato oltre il 13 per cento di chilometri nella rete urbana e quasi il 6 per cento della rete extra urbana equivalenti ad oltre 8 milioni di chilometri. I biglietti sono stati aumentati dell'8,59 per cento nell'urbano, del 5,17 per cento e del 19,2 per cento i biglietti della navigazione che interessa solo Venezia. E non sono stati tagliati posti di lavoro. Il prossimo anno la situazione sarà ancor più grave in quanto dalla bozza di bilancio regionale che circola il fondo per il trasporto pubblico dovrebbe scendere a 210 milioni di Euro contro gli attuali 240 milioni. Saranno inevitabili ulteriori tagli di servizi, ma saranno conseguenti drastici tagli del personale, non meno di 1.000 unità.
Presidenti e Direttori delle aziende di trasporto pubblico locale della Confservizi Veneto (che rappresenta il 98 per cento del TPL regionale) insisteranno nel chiedere alla Regione Veneto i 30 milioni mancanti, ma in queste situazioni sproneranno la Regione Veneto a dare il via alle gare certi che non ci saranno operatori sul mercato disposti a fare investimenti dove non ci sono certezze di risorse e comunque fortemente insufficienti a svolgere i servizi previsti da contratto.
Proprio per la incongruenza tra il contratto ed il contributo che Regione Veneto ed Enti Locali titolari delle aziende hanno sottoscritto, la Confservizi Veneto per conto di tutte le aziende di Tpl presenterà nei prossimi giorni un ricorso al Consiglio di Stato.
Bisogna considerare che attualmente nel Veneto le aziende di TPL recuperano dai biglietti il 45 per cento rispetto ad un obiettivo di legge nazionale fissato al 35 per cento e contro una media nazionale del 24%. Pertanto quando dalla regione veneto qualcuno parla di maggiore efficientamento evidentemente si dovrebbe riferire ad altre aziende di TPL e di altre Regioni.
In Campania dove il fondo è stato tagliato del 28 per cento i 111 operatori privati stanno chiudendo le aziende e restituendo i contratti sommersi dai debiti. La Regione Campania sta tentando un'azione di salvataggio con fondi Europei.
In Lazio la Regione è costretta ad un'azione di salvataggio della sola Cotral con un'iniezione di 27milioni di Euro (sarebbero le risorse che basterebbero a salvare tutte le aziende del Veneto).
Andando fuori Italia, quindi Spagna, Portogallo e Gran Bretagna per fare alcuni esempi, la liberalizazione e privatizzazione si sta dimostrando un fallimento totale.
Ritornando al Veneto o la Regione mette mano al portafoglio o gli attuali Amministratori sono pronti a restituire il mandato considerato che per i bilanci in passivo devono rispondere patrimonialmente e civilmente in proprio.
L'unico dato che conforta almeno psicologicamente amministratori e dirigenti delle aziende pubbliche di trasporto sta nel fatto che nonostante i disagi dovuti ai tagli di servizi ed agli aumenti dei biglietti ed abbonamenti sono aumentati i passeggeri serviti del 7,32 per cento pari a 20.000 persone in più. Segno evidente che la popolazione gradisce essere servita dal mezzo pubblico e se può lascia a casa l'auto.