«Chi perde il lavoro avrà la Cig. Bini Smaghi lasci la Bce»
BRUXELLES - Silvio Berlusconi sa di aver superato l'esame della lettera prima di entrare nel palazzone che ha ospitato ieri sera l'ennesimo consiglio Europeo straordinario. La stesura della missiva non è stata facile. Gli ultimi ritocchi sono stati fatti ieri mattina, ma l'intero e faticoso parto è stato seguito passo-passo da Bruxelles e dai tecnici del Quirinale. Difficile quindi sbagliare. Gli ultimi aggiustamenti sono avvenuti ieri mattina. Ad ammetterlo il sottosegretario Gianni Letta: «La lettera è pronta, ha però bisogno di qualche ritocco». Correzioni che a palazzo Chigi fanno con il calendario alla mano perchè a mancare dal testo messo a punto la notte precedente, è proprio il timing delle riforme che l'Italia si impegna, con l'Europa, a realizzare. Le date vengono inserite, una ad una, tenendo conto anche delle possibili finestre elettorali.
Alla fine il testo risulta di sedici pagine che cominciano e finiscono in modo colloquiale. «Caro Herman, caro Josè Manuel», scrive Berlusconi che, conclude con un «forte abbraccio, Silvio». Il menu è sulla carta corposo e il documento, composto da cinque parti, non contiene particolari novità sul fronte delle pensioni, ma è molto impegnativo su altri. Per rassicurare l'Europa sul risanamento dei conti pubblici e sulla volontà di sostenere la crescita, Berlusconi inizia ricordando gli sforzi fatti sinora dall'Italia che «ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo» «per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013». Sin qui l'autoeleogio per quello che è stato fatto. Poi le misure, alcune molto forti, da attuare in otto mesi. Come l'impegno a rendere più semplici licenziamenti. «Entro maggio 2012 l'esecutivo - si legge - approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa, anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato». Un impegno non da poco che il Cavaliere prova a mitigare in serata parlando a Porta a Porta. Nei panni del collaboratore di Vespa, Berlusconi rassicura i futuri licenziati promettendogli «la cassa integrazione». Poi invita le opposizioni a collaborare e lancia un nuovo appello a Bini Smaghi affinchè si dimetta anche perché Sarkozy non gli parla più. Ed infine nega l'esistenza di un patto con Bossi per andare al voto a marzo.
Nella lettera inviata alla Ue sono anche previsti interventi nel pubblico impiego, che ovviamente faranno sobbalzare i sindacati, con la previsione della «mobilità obbligatoria del personale», «la messa a disposizione (cassa integrazione ndr) con conseguente riduzione salariale e del personale». Poco o nulla sul fronte delle pensioni, come voluto con forza da Bossi, che infatti sostiene che «ha prevalso il buon senso e l'onestà», anche se poi aggiunge minaccioso che «decido io quando il governo finisce, ho il coltello dalla parte del manico». Nella lettera si ribadisce che le riforme già in essere porteranno le pensioni di vecchiaia a 67 anni nel 2026 e nel 2014 sarà ridotta l'anzianità.
La tanto attesa rivoluzione liberale potrebbe essere alle porte se è vero che entro il 1° marzo 2012, come si legge, «verrà generalizzata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali». Otto mesi di fuoco durante i quali, elezioni anticipate permettendo, il governo punta a rimuovere «vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica» e a favorire «il dinamismo delle imprese».